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A Gravellona Toce maggioranza alla sbando

I leghisti sono anche pronti a lasciare la maggioranza: “Il sindaco Giro ci ha minacciati di buttarci fuori – dice Campanini segretario provinciale della lega Nord – ma non c’è problema, ce ne possiamo benissimo andare noi. Non è un problema, faremo opposizione”.
Chiaro il pensiero dei leghisti: “Non vogliamo essere ricordati per il piano regolatore e per gli eventi. Anche i festeggiamenti per il centenario di Gravellona in questo momento di crisi ci sembrano ridicoli, ci vuole più sobrietà pur trattandosi di una ricorrenza importante”. Campanini lamenta anche la mancanza di un interlocutore: “Il Pdl a Gravellona non ha un coordinatore cittadino, il sindaco decide tanto, anche troppo. Va bene che ha i numeri per governare, ma ci vuole anche il rispetto degli alleati”.
Un incontro con il sindaco per stilare un cronoprogramma sugli interventi da realizzare  nei prossimi due anni. E’ questa la richiesta della Lega Nord di Gravellona Toce al primo cittadino Massimo Giro. “Non siamo soddisfatti di quanto è stato realizzato in questa prima metà di mandato – dice il segretario provinciale del Carroccio Marco Campanini -. Non è stato rispettato il programma elettorale: il palazzetto non è stato portato a termine, il progetto dell’Isolone è rimasto lettera morta. Casa Vitali doveva diventare la sede della protezione civile, ora sembra che sarà venduta”.
Dai mass media locali (Tele VCO)

Ma vai a ca..re, pagliaccio!

Enrico MontaniQualcuno si aspetterà che questa frase scurrile sia stata proferita per un rigore non dato in una partito di calcio, o per qualche altro fatto da stadio. In effetti il calcio c’entra perché l’autorevole esponente protagonista di questo epiteto è il senatore leghista Enrico Montani “patron” del Verbania Calcio.
Peccato che non si sia lasciato andare allo stadio di Verbania, ma ieri al Senato della Repubblica, inviando questo insulto all’indirizzo o del Presidente del Consiglio Mario Monti o del Presidente del Senato Schifani (tra le più alte cariche dello Stato) che in quel momento stavano parlando.
Insulti che hanno portato ad una “Censura” da parte del presidente del Senato, Renato Schifani, al senatore della Lega: “Dal resoconto d’Aula – ha spiegato Schifani – risultano evidenti le espressioni pronunciate, che non riferisco in questa sede, rivolte nei confronti di questa presidenza”.
Ovviamente frase finita su tutte le prime pagine dei giornali e sui telegiornali nazionali. Triste esempio di cosa rimarrà di questi anni da Senatore di Montani.
Qualcuno si ricorderà di una sua proposta di legge, di un suo lavoro utile per il nostro territorio? Ovviamente no, però questa sua “cavernicola creatività” (“ma vai a ca..re, pagliaccio!”) ci rimarrà, indelebile, negli anni. Finalmente Montani ha lasciato il segno da Senatore.
E non a caso, probabilmente, questo suo gesto verrà premiato dal suo collega il sindaco Zacchera (quello che non si dimette da Onorevole nemmeno dopo le sentenze dei Tribunali) con un suo trionfale ingresso nella giunta della città di Verbania.

PD VCO
Ufficio Stampa

La Lega Nord minaccia Zacchera e la giunta di Verbania.

«Il sindaco vuole tagliare numero di assessori e indennità? L’avevamo sconsigliato, in ogni caso queste decisioni vanno concordate. Non dobbiamo leggerle sui giornali. A questo punto la Lega è pronta a uscire dalla giunta, se è il caso anche dalla maggioranza. Così Zacchera non avrà problemi ad accontentare il nuovo gruppo dei Popolari per l’Italia di domani». Enrico Montani, senatore leghista, è furibondo. Nei piani di Marco Zacchera, che a Verbania amministra con una coalizione di centrodestra, l’ex coordinatore provinciale del Carroccio avrebbe dovuto addirittura entrare in giunta nel rimpasto conseguente alle dimissioni di Roberta Mantovani, assessore del Pdl.
Uno schema semplice: dentro Montani fuori i leghisti Luigi Airoldi (presidente Saia) e Fabrizio Sottocornola. Con un avvicendamento su un’altra poltrona della giunta per fermarsi a quota otto. La tesi di Zacchera, condivisa dal gruppo Pdl: «Non possiamo chiedere sacrifici alla gente senza dare il buon esempio. Ma la Lega sembra non comprendere la necessità di dare una risposta concreta da parte dell’intera giunta, anche riducendo indenntià e numero di assessori». Apriti cielo. «Vogliono insegnare a noi l’etica della politica? – si chiede Montani -. Mi sembra che non ci sono più le condizioni per stare insieme. Non siamo noi quelli delle cadreghe, non ci interessano. Certe cose Zacchera poteva farle in An, partito che ha contribuito a radere al suolo o nel Pdl, dove sono ormai in uno stato confusionale. Noi abbiamo sempre fatto la nostra parte di alleati ma chiediamo che le nostre posizioni vengano rispettate. Prima di tutto ascoltandoci».
Zacchera, inoltre, entro il 14 gennaio dovrà scegliere tra l’incarico di sindaco e quello di deputato. Annunciando i tagli a giunta e indennità ha anticipato che entro Natale si dimetterà dalla Camera. Una misura che nulla c’entra, secondo l’opposizione che va dal Pd all’Italia dei valori, con il balletto della politica cittadina e tanto meno con la volontà di dare esempi virtuosi. «C’è una sentenza della Corte Costituzionale – dice Claudio Zanotti, ex sindaco Pd – che sancisce l’illegittimità del doppio incarico. L’abbiamo invitato a rispettarla, anche con un ordine del giorno che sarà discusso nel prossimo consiglio. E potrebbero votarlo anche molti della maggioranza».
Articolo La stampa 12.12.2011

Cota non va da Monti: va invece alla riunione del "parlamento" padano. Che vergogna

Roberto Cota uguale a Jean Claude (per sorridere.. si può?)

La scelta di Roberto Cota di andare a Vicenza al parlamento padano, domenica prossima, invece che all’incontro tra il presidente del Consiglio Monti e i presidenti delle Regioni, a Roma, è l’ennesimo segno del suo più totale disinteresse nei confronti del suo ruolo istituzionale e delle istanze della regione di cui è presidente e che dovrebbe rappresentare. Tra questo e il suo ruolo di esponente nazionale della Lega nord Cota ha scelto sempre quest’ultimo, e lo ha fatto ancora una volta, nonostante l’enorme importanza dell’appuntamento di domenica con il governo.
Ormai questo suo comportamento non è più tollerabile. Visto che il precedente governo ha tagliato pesantemente le risorse per il Piemonte, i soldi adesso a Cota li darà Bossi domenica a Vicenza o devono essere richiesti al presidente Monti a Roma?
Con tutto il rispetto per l’assessore Quaglia che lo sostituirà all’incontro con il governo, il suo disinteresse nei confronti del suo ruolo istituzionale e della comunità piemontese rasenta il ridicolo ed è un insulto verso tutti i cittadini della regione.

DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

Lega Nord e le firme contro il centro islamico nell'Ossola: la solita demagogia.

Massimiliano Testore

Il Circolo del Partito Democratico di Domodossola, Trontano e Masera, PRESO ATTO del fatto che la Lega Nord ha presentato al Sindaco Cattrini, prima del consiglio comunale di Domodossola del 30.11.2011, l’esito di una raccolta firme contro la “costruzione di una moschea in Ossola”; evidenzia quanto segue:
–    la Lega, tentando di recuperare il consenso elettorale, perduto negli anni di pessimo governo nazionale e locale, si è esercitata nella sua peggiore caratteristica: quella di suscitare immotivati timori nei cittadini sollecitando inesistenti problemi ben lontani dalla realtà dell’Ossola;
–    la recente raccolta di firme è la dimostrazione della incapacità da parte della Lega di leggere, interpretare, comprendere ed affrontare le reali e attuali gravissime difficoltà che toccano i cittadini Ossolani e dell’Italia intera;
Il Circolo del Partito Democratico di Domodossola, Trontano e Masera, precisa che precisa che
–    non risulta esservi alcuna richiesta da parte di alcuna comunità religiosa di costruire templi di religioni diverse da quella cattolica nel territorio di Domodossola;
–    pertanto la questione suscitata dalla Lega è palesemente astratta e avulsa dal contesto cittadino;
–    nel merito, si deve comunque ricordare che la Costituzione della Repubblica garantisce la libertà di culto e pertanto l’azione della Lega si pone ancora un volta al di fuori dalla nostra Carta Fondamentale e dalle convenzioni internazionali che riconoscono i diritti inviolabili di tutte le persone;
–    infine merita un cenno il fatto che “proibire” il libero culto o comunque l’incontro alla luce del sole di qualunque comunità o minoranza non può che provocare segregazione, esclusione e difficoltà di integrazione, con drammatici rischi per la sicurezza e la civile convivenza.

Massimiliano Testore,
coordinatore circolo PD Domodososola

Domodossola, 01.12.2011