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Acqua e ATO: cambio di rotta di 180° di Nobili e del centro destra!

image Il Presidente Sozzani contro il Presidente Nobili sulla questione “acqua”? Lo confermerebbero le dichiarazioni apparse sulla stampa in questi ultimi giorni rilasciate dai due Presidenti delle Province di Novara e Verbano Cusio Ossola.
Per anni il centro destra del VCO aveva accusato il centro sinistra di voler gestire l’ambito insieme con Novara; si diceva “è più conveniente stare da soli”; ora si capovolgono le situazioni ed è Novara che chiede di uscire dalla gestione comune, poiché Nobili ha sbandierato che le tariffe 2011 prevedono aumenti più contenuti nel VCO rispetto a quelli del novarese.
Mettere insieme gestioni profondamente diverse è sicuramente difficile, ma era (ed è) la strada che con fatica, ma anche con coraggio, avevamo seguito nel precedente ciclo amministrativo quando, in larga maggioranza, gli enti locali (Province e Comuni) erano gestiti dal centro sinistra. Allora (2006) si partì da una situazione in cui le tariffe (ma anche i costi) erano più bassi a Novara (soprattutto Novara città) e più alti nelle città del VCO. Si stabilì che, con gradualità e preservando le località di montagna, si sarebbero unificate le tariffe entro il 2011. La gestione del centro destra era partita male, nel senso che la loro prima decisione (fine 2009) aveva allargato la forbice tra le tariffe e aveva sancito (nella delibera d’indirizzo) che ci dovesse essere un impossibile equilibrio tra costi e ricavi in ciascun “ambito omogeneo”.
Ciò è pura demagogia poiché è evidente che i ricavi sono di gran lunga superiori (e i costi sicuramente più bassi) dove ci sono tanti utenti concentrati in territori di pianura (Novara città è l’esempio più macroscopico) rispetto a territori ampi, di montagna e con un numero modesto di utenze (come gran parte del VCO). La decisione assunta nell’ultima Conferenza dell’ATO è solo ragionevole e riporta le scelte nel solco delle indicazioni che erano state fissate al momento della costituzione dell’ ATO e della società di gestione Acque Novara VCO.
Per il resto, ci pare che Nobili e Sozzani abbiano iniziato “il gioco delle parti” e che lo scontro tra di loro non è altro che il venire al pettine dei nodi strutturalmente interni al centro destra: una logica che mette al primo posto gli interessi corporativi piuttosto che quello della gestione solidale un po’ in tutti i campi; ciò diventa più grave se si tratta di gestire un bene fondamentale come quello dell’acqua.
Non sappiamo e non vogliamo intrometterci nella disputa tra chi ha avuto i maggiori o minori meriti all’interno del centro destra nel trovare gli equilibri che hanno portato alle ultime decisioni dell’ ATO; registriamo semplicemente una positiva inversione di rotta rispetto ad una situazione che avevamo ampiamente denunciato a partire dal 2009. Per il prossimo futuro e per le scelte che la Regione dovrebbe compiere a breve (assegnazione alle Province dell’autorità di governo del ciclo idrico integrato al posto degli attuali ATO) siamo per la “gestione associata” di Novara e Verbano Cusio Ossola e segnaliamo come positiva e clamorosa l’inversione di rotta dichiarata da Nobili che contrasta con tutto quanto il locale centro destra (Lega Nord in testa), aveva sbandierato in lunghi anni di sterile polemica compresa l’ultima campagna elettorale.
Rimangono da verificare alcune situazioni che riteniamo anomale come quella dei “Comuni Riuniti” e soprattutto quella di “Idrablu con Domodossola”: sono divisioni all’interno del VCO che Sozzani rileva come “squilibrio” e, al proposito, non possiamo dargli torto. Rimangono anche da verificare i motivi per cui le tariffe approvate sarebbero “più basse rispetto a quelle programmate nel 2006”: ci auguriamo che dipendano da migliorate gestioni, ma temiamo che siano tali per la semplice ragione che non sono stati fatti tutti gli investimenti previsti e che si siano tagliati i ristorni a favore delle Comunità Montane per diverse centinaia di migliaia di euro all’anno (dal 5% al 3% delle tariffe riscosse).

PD VCO
Commissione Ambiente
Segreteria Provinciale
Gruppo Provinciale

Borghi/Folino: la memoria cortissima del PDL. Le priorita del PD.

image Dichiarazione del segretario provinciale PD  Antonella Trapani.
E’ singolare verificare come, in un momento delicato della vita politica italiana, con un governo che sta crollando a pezzi a causa delle divisioni all’interno del partito di maggioranza, gli esponenti politici locali del PDL, con comunicati e dichiarazioni varie, si scaglino sempre contro il Partito Democratico con affermazioni del tipo “che sta continuando a perdere pezzi”.
Ci domandiamo dove vivono questi signori, se sappiano o no che martedì 14 dicembre in Parlamento si voterà una mozione di sfiducia presentata da parlamentari che fino a qualche settimana fa erano esponenti di spicco del Popolo delle Libertà e, in alcuni casi anche ministri, dell’attuale esecutivo guidato da Berlusconi.
E’ il PDL quello che ha già perso i pezzi!
Ci chiediamo poi quali sono i benefici portati in questi anni dal centro destra per il territorio provinciale vista la situazione economica e sociale nella quale versa il nostro territorio. E’ ora che la piantino di sbandierare risultati che alla prova dei fatti sono solo chimere. (SEGUE)E’ inutile gridare ai 4 milioni di canoni idrici che arriveranno alla Provincia del Vco quando, senza colpo ferire, ne cancellano 22 per la nuova ala del San Biagio da aggiungere ai tagli arrivati per il fondo per la montagna e per i trasferimenti sul sociale.
Detto ciò, ripetiamo quello che avevamo sostenuto dopo l’annuncio di Enrico Borghi di creare una sua associazione nel Vco: se questa serve ad arricchire la discussione all’interno del Partito Democratico, non può che essere vista positivamente.
Quello che speriamo è che, essendo un esponente del Partito Democratico, voglia condividere le sue opinioni anche all’interno degli organismi dirigenti e non solo nella sua associazione. Speriamo che voglia confrontarsi all’interno dei gruppi di lavoro del Pd prima del suo annunciato confronto sui temi della sanità.
La preoccupazione maggiore del PD oggi non è quella di perdere pezzi ma, invece, quella di perdere elettori e l’unico modo per invertire la tendenza è costruire una proposta che sia duratura nel tempo e credibile.
Nel VCO abbiamo riattivato la discussione e molto sta cambiando, per cercare di portare il partito verso posizioni più chiare e definite.
Questo percorso vuol dire guardare a Vendola? O a Casini?
Per noi prioritario è guardare agli interessi dei cittadini.
Antonella Trapani
Segretario provinciale PD VCO
PD Ufficio stampa

Comunità Montana Valli dell'Ossola: la maggioranza non esiste più.

image Per la seconda volta, dalla nascita del nuove ente, il centro destra ha fatto mancare il numero legale al consiglio della Comunità Montana Valli dell’Ossola e per la seconda volta è stato il gruppo di minoranza che, come ha spiegato il capogruppo Stefano Costa, per senso di responsabilità ha consentito il prosieguo della seduta. Il motivo è stato quello di far approvare un bilancio che, sebbene mostri parecchie pecche, garantisce ai comuni ossolani alcuni trasferimenti fondamentali per la vita degli stessi. Ribadiamo che noi, fin da subito, vista la delicatezza della costruzione del nuovo ente, avevamo suggerito un percorso unitario attraverso un governo istituzionale come in altre zone del Piemonte nelle quali questa scelta sta dando i suoi frutti.
E’ sconcertante assistere alle diatribe interne alla Pdl esplicitate, tra l’altro da una missiva di alcuni consiglieri del gruppo “amici della montagna”.
La Comunità montana viene trattata da molti esponenti locali come il mercato delle vacche, luogo nel quale barattare il proprio voto con fondi per i propri comuni, mostrare i muscoli per rafforzare le proprie posizioni all’interno del centro destra.
A questo punto ci aspettiamo e auspichiamo che Francini prenda in esame altre strade per l’interesse del territorio.
PD VCO Ufficio stampa

Montagna e dintorni – 15 giorni di manifestazioni

image Dal 4 al 21 novembre, nel borgo medioevale e al castello di Vogogna, “Montagna & dintorni” propone eventi per incontrare gli uomini e le montagne del mondo e offre un viaggio nel passato e nel futuro delle Alpi. Giunta alla quinta edizione, la manifestazione propone molti eventi in dodici giorni. Tutto il programma lo trovate su www.montagnaedintorni.net
Il tema generale 2010 è quello del cambiamento. Le “montagne che cambiano” sono interessate da due fenomeni di lunga durata: i cambiamenti naturali (il ritiro dei ghiacciai, l’aumento delle temperature, gli eventi catastrofici) e i cambiamenti sociali (la crisi di identità, lo spaesamento, le nuove professioni, la crisi irreversibile dell’economia tradizionale). E’ un cambiamento epocale che interessa globalmente (e localmente) quel segmento di società (le “terre alte”) che, proprio per la terza dimensione della verticalità, rappresenta un’antenna sensibile di cambiamenti di più vasta portata.  Le Alpi sono oggi alla ricerca di una nuova identità che permetta a uomini e donne di continuare a vivere sulle montagne. Quelle montagne che per migliaia di anni hanno offerto rifugio, risorse per vivere, miraggi di felicità. E sono state anche luoghi di libertà.
Per due settimane a Vogogna si discuterà di cambiamenti. I ricercatori (Luca Mercalli, Annibale Salsa, Teresio Valsesia, Michela Zucca) e le immagini della cinematografia alpina contemporanea avanzeranno qualche idea sulle “terre alte” di domani. Senza certezze, ma con l’umiltà e la serietà di chi crede nel futuro delle nostre montagne.
Organizzano Comune di Vogogna – Parco Nazionale Val Grande – Regione Piemonte – Provincia del Verbano Cusio Ossola.

Giovedì 4 novembre
Castello visconteo, ore 17,00
Cerimonia di inaugurazione di “Montagna & dintorni 2010”

Intervengono:

Sen. Walter Zanetta
(vicepresidente Gruppo Parlamentare “Amici della Montagna”)
Valerio Cattaneo
(presidente Consiglio Regionale Piemonte)
Michele Marinello
(consigliere regionale Regione Piemonte)
Aldo Reschigna
(consigliere regionale Regione Piemonte)
Massimo Nobili
(presidente della Provincia del VCO)
Enrico Borghi
(sindaco di Vogogna e presidente nazionale UNCEM)
Pierleonardo Zaccheo
(presidente Parco Nazionale Val Grande)
Antonio Longo Dorni
(presidente Distretto Turistico dei Laghi)
Giovanni Francini
(presidente Comunità Montana Valli dell’Ossola)

Giovedì 4 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
Concerto inaugurale

DEVECCHI – SEMINARA DUO
Paolo Devecchi e Salvatore Seminara
Chitarre
“Ravvicinate lontananze”
Musiche di Vivaldi, Sor, Devecchi, Seminara

Paolo Devecchi e Salvatore Seminara hanno iniziato a suonare insieme a metà degli anni ’90, sul finire della loro formazione accademica. Il loro sodalizio artistico li ha portati ad esibirsi in centinaia di concerti nell’ambito di importanti festival musicali europei. Il progetto di Duo, nato inizialmente dall’idea di esplorare le più significative pagine del nutrito repertorio, è cresciuto orientandosi via via nella composizione musicale, attitudine da sempre coltivata dai due interpreti. Il programma proposto descrive bene il percorso di questo eclettico Duo. Una Sonata di Vivaldi appositamente rivisitata e un’opera originale di Sor ne rappresentano la retrospettiva, uno sguardo al passato che rimanda agli anni della formazione. L’inventiva compositiva del Duo si esprime, invece, nell’esecuzione di musiche di loro produzione che, se pur saldamente ancorate ad un trattamento tradizionale dello strumento, traggono spunto da diverse matrici stilistiche per esprimersi in un variegato cocktail sonoro. Un programma musicale che coniuga la tradizione con la modernità.

Venerdì 5 novembre
Castello visconteo, ore 17,30
Tavola rotonda

l’ACCOMPAGNATORE NATURALISTICO
Come sta cambiando una “nuova” professione della montagna

Nel 1888 il CAI costituisce il “Consorzio Intersezionale” per l’arruolamento di guide e portatori nella Alpi Occidentali. Nel 1890 Lorenzo Marani di Antronapiana diventa la prima guida alpina dell’Ossola. Nasce una nuova professione in montagna ed è riconoscimento che le Alpi stanno assumendo un nuovo ruolo sociale ricreativo.
Un secolo dopo viene istituita, con un corso di formazione organizzato da Formont nell’allora sede di Druogno in Val Vigezzo, la figura dell’accompagnatore naturalistico (oggi anche guida ambientale escursionistica). Non una figura “minore” rispetto alla più blasonata guida alpina, ma uno specialista nella promozione e gestione dell’educazione e del turismo ambientale. Una nuova professione di montagna per una montagna che stava profondamente cambiando. Oggi, a vent’anni di distanza da quella prima esperienza, pionieristica la figura professionale dell’accompagnatore naturalistico è diversa da quella originaria e sta ulteriormente evolvendosi. Questo per il comparire di forme nuove di pratica dell’ambiente naturale (il nordic walking, le frequentazione invernale con le ciaspole, l’escursionismo notturno, …), il consolidarsi dei ruoli istituzionali dei parchi (l’istituzione delle Guide Ufficiali del Parco Nazionale Val Grande, il nuovo quadro legislativo del settore delle aree protette, …) e i cambiamenti in atto nella scuola (dalla pionieristica esperienza del “Saltabric” ai nuovi modi di educare alla natura).

Ne discutono Renato Bavagnoli, Tiziano Maioli, Paolo Pirocchi, Mariano Zedda.
Introduce Paolo Crosa Lenz.

Le immagini della montagna
TrentoFilmfestival 2010
Venerdì 5 novembre
Castello visconteo, ore 21,00

ALONE ON THE WALL
di Peter Mortimer e Nick Rosen 24′ USA 2009
Premio Club Alpino Italiano – Miglior film di alpinismo 2010

Alex Honnold è uno dei più forti e versatili climber americani dell’ultima generazione. Il film segue il giovane Alex in un’impresa che lo iscrive di diritto nell’albo dei grandi: la salita in free solo, ovvero senza corda, di una delle più imponenti formazioni rocciose del Nord America. Partendo dal deserto d’arenaria dello Utah, le immagini ci accompagnano fino alla base della parete nord-ovest dell’Half Dome, un colosso granitico di 2700 metri nello Yosemite National Park, dove il ventitreenne Alex, con perseveranza e grande tecnica, corona il suo sogno e fa salire ad un nuovo livello l’arrampicata su roccia.

GIUSTO GERVASUTTI, IL SOLITARIO SIGNORE DELLE PARETI
di Giorgio Gregorio 46′ Italia 2009

Giusto Gervasutti è stato una delle figure più importanti dell’alpinismo italiano tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, una personalità che ha lasciato importanti segni nella storia alpinistica mondiale, tra cui la via sulla est delle Grandes Jorasses. Girato principalmente sulle Dolomiti e nel gruppo del Monte Bianco, il film, realizzato in occasione del centenario della nascita, vuole ricordarne la personalità e le grandi scalate, ripercorrendo attraverso le immagini alcune delle sue vie più famose e unendo i racconti dei testimoni che lo hanno conosciuto e studiato. Lo scopo è quello di restituire il profilo di un alpinista dall’indole solitaria e tormentata, alla ricerca di “una felicità irraggiungibile, sempre vicina e sempre sfuggente”, sconosciuta a valle, lontano dalle sue montagne.

PARETI NASCOSTE
di Lino Guazzo 27′ Italia 2010

Il film ricorda un grande alpinista trentino dei primi del Novecento, Bruno Detassis, attraverso le vie da lui aperte nelle Dolomiti di Brenta. Il progetto è nato dalla volontà delle guide alpine Franco Nicolini e Omar Oprandi che, nell’estate 2009, hanno ripercorso, su invito del Trentofilmfestival, molte delle vie aperte da Detassis. Il film diventa anche un pretesto per parlare di come si andava in montagna a quei tempi e, allo stesso tempo, di dove sta andando l’alpinismo oggi, alternando immagini storiche con riprese delle ripetizioni fatte dai protagonisti.

Sabato 6 novembre
Castello visconteo, ore 17,30
Conferenza

Teresio Valsesia
Giornalista e scrittore

IL LAGO EFFIMERO FIGLIO DEL NUOVO CLIMA

All’inizio degli anni Duemila il ghiacciaio del Belvedere impazzisce. A differenza degli altri ghiacciai alpini, in costante regresso, avanza fin contro la morena del Belvedere innalzando un’alta muraglia di ghiaccio. Ma questo non è ancora niente. Nel giugno 2002 viene scoperto, ai piedi del Canalone Marinelli, un grande lago epiglaciale che potrebbe tracimare inondando Macugnaga e l’alta Valle Anzasca. Il lago, per la sua variabilità, viene chiamato “Effimero”. Scatta una pionieristica operazione di protezione civile. Un macchina operativa si mette in moto sia per il monitoraggio che per il contenimento della crescita del lago. Il ghiacciaio di Macugnaga e la parete est del Monte Rosa costituiscono l’esempio più eclatante degli effetti di cambiamenti climatici registrati in alta montagna, come pure la breve vita del lago Effimero, che da oltre 3 milioni di metri cubi si è ridotto a un modestissimo bacino. A causa delle sue importanti dinamiche, tuttora in corso, questo settore è tra i più monitorati delle Alpi anche per le grandi frane sviluppatesi negli ultimi anni.

Sabato 6 novembre
Castello visconteo, ore 21
Conferenza

Michela Zucca
Antropologa del Centro di Ecologia Alpina di Trento

LE ALPI E LA SUA GENTE
Paesi che vivono, paesi che scompaiono
tra crisi demografica e speranza in uno sviluppo diverso

Le Alpi stanno vivendo una delle crisi più gravi dell’ultimo millennio: gran parte del territorio ha
perso popolazione, i giovani e le donne se ne vanno, l’economia tradizionale è in via di estinzione, sembra che i valori fondanti di una cultura millenaria adesso non valgano più niente. I flussi di produzione e riproduzione di capitali marginalizzano le zone rurali, considerate improduttive e utilizzabili soltanto come campo da gioco per turisti. Ma è proprio vero? I montanari si debbono
rassegnare a fare da “indiani delle riserve” per la gioia di visitatori metropolitani? Secondo noi la speranza in un mondo diverso viene proprio dalle montagne.

Proiezione del film

LA NEVE E LA VEGLIA
di Marco Tessaro 22’ Italia 2010

Capanne di Marcarolo, Piemonte. Vecchi contadini raccontano di grandi nevicate (“La neve di dicembre è diversa da quella di marzo”), di lavori invernali, di povertà. Una povertà grande per cui, quando nevicava molto, i cammelli dei re Magi non potevano arrivare a portare doni ai bambini. Accadeva spesso, nevicava tanto. I vecchi raccontano e le facce dei contadini di montagna sono uguali dappertutto. Raccontano nelle case silenziose circondate dalla neve. Dietro di loro, la cinepresa riprende la pigna della legna tra la lavatrice e la cucina americana.

Vivere la montagna
Domenica 7 novembre
Castello Visconteo, ore 14 – 17,00

ARRAMPICARE SULLA TORRE DEL CASTELLO
Parco-avventura per adulti e bambini con la sicurezza delle guide alpine.

Giornata dedicata ai bambini a “Montagna&dintorni 2010”. Mentre i genitori possono visitare il castello e la mostra e nella sala conferenze vengono proiettati video sulle nostre montagne, i bambini possono arrampicare, assistiti con la sicurezza delle guide alpine. Il castello visconteo, costruito nella seconda metà del XIV secolo a difesa della capitale dell’Ossola Inferiore e come baluardo a controllo della valle del Toce, diventa, a 700 anni di distanza, un terreno di gioco al centro di un’ampia cerchia di montagne.
l’austera torre del castello diventa una grande parete alpina da scalare.
E… le scalinate e i viottoli del centro storico diventano sentieri di montagna.

Castello visconteo, ore 17,00
TEATRO PER I BAMBINI

STORIE A PEDALE
Compagnia “La Furattola” – Verbania
di e con Paolo De Piccoli e Viviana Obertini
Voce narrante Roberto Aielli con la collaborazione di Carla Dalla Savina
Suoni e registrazione Diego De Piccoli

Protagonista della vicenda è il signor Arista, vigile ciclista, che combatte tutti i giorni con il traffico della città e il suo nemico giurato, il signor Gradassi Torquato, automobilista maleducato.
Una storia allegra e giocosa per proporre una riflessione sulla qualità delle nostre abituali modalità di spostamento basate essenzialmente sull’uso dell’automobile: caos, fretta, rumori, pericolo, inquinamento e soprattutto la rinuncia ad usare il proprio corpo, a camminare, pedalare, spostarsi in armonia con la natura. Lo spettacolo è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Bicincittà di Verbania, nell’ambito del più vasto progetto “CO2zero” per la promozione e l’educazione ad una “mobilità sostenibile” in ambito urbano.

Montagna e natura
Giovedì 11 novembre
Vogogna – Castello visconteo, ore 21,00
Proiezione del film

VAL GRANDE
di Nicola Piovesan 50’ Italia 2010

Il film testimonia il fascino del silenzio che regna sovrano passeggiando per i sentieri desolati della Val Grande. Un luogo che sembra isolato dal mondo civilizzato, pur essendo a pochi chilometri dalle più importanti città del Nord Italia. Dovunque alpeggi abbandonati da decenni, sepolti nella vegetazione e riemersi dalle storie di chi li viveva, come resti di un’antica civiltà perduta. Attraverso le testimonianze degli abitanti dei paesi limitrofi che mezzo secolo fa popolavano gli alpeggi, e di chi oggi li frequenta abitualmente, il documentario approfondisce le sensazioni che il silenzio e l’abbandono di queste terre comunicano, giungendo, infine, a sondarne gli aspetti spirituali, lasciando spazio alla suggestione delle immagini e dei racconti.

In collaborazione con Parco Nazionale Val Grande

Storie di montagna
Venerdì 12 novembre
Castello visconteo, ore 21,00
Conferenza

Luca Mercalli
Società Meteorologica Italiana – RAI3 “Che tempo che fa” – RAI2 TGR Montagne

CAMBIA IL CLIMA, CAMBIA LA MONTAGNA

L’ambiente montano e quello alpino in particolare sono estremamente sensibili ai cambiamenti climatici. Le variazioni della temperatura con la quota, la presenza di neve e ghiacciai, la variabilità delle precipitazioni, rispondono rapidamente e amplificano i mutamenti – anche modesti – che avvengono a scala continentale. In alcuni casi, come per il recente e drastico ritiro dei ghiacciai, il cambiamento climatico si avverte anche con il solo confronto visivo, in altri sono i dati provenienti da innumerevoli ricerche – dalla distribuzione della vegetazione all’evoluzione geomorfologica – a fornirne la chiave di lettura. Le Alpi in questo contesto hanno un ruolo importante sia per la ricerca scientifica, sia per l’elaborazione di nuovi modelli di sviluppo più rispettosi dell’ambiente. Sono un grande laboratorio a cielo aperto.

Libri in cammino
Sabato 13 novembre
Piazza del Municipio, ore 9.00
Escursione guidata gratuita

VOGOGNA, IL RESPIRO DELLA STORIA
di Paolo Crosa Lenz

La passeggiata, facile e adatta a tutti, è un’escursione letteraria lungo il Sentiero Natura del Parco Nazionale Val Grande nell’ambito del programma “Libri in cammino” giunto quest’anno alla quinta edizione. Accompagnati dalle Guide Ufficiali del Parco e dall’autore, la passeggiata percorrerà le vie del borgo medioevale, visiterà il Castello Visconteo, salirà al villaggio di pietra di Genestredo e raggiungerà la Rocca. Per cinque secoli il borgo di Vogogna, “armonioso mosaico di nobili edifici”, fu il centro commerciale, politico e civile dell’Ossola Inferiore. Il borgo conserva l’impianto urbanistico medievale con edifici (XII – XIX secolo) arricchiti da portali in pietra decorati, balconi in legno o lastre di sasso, ringhiere in ferro battuto, portici con arcate. Il borgo, posto sulla “grande ansa” del Toce, fu centro politico e amministrativo dal XIV al XIX secolo. Assunse questo ruolo dopo la distruzione di Vergonte (1250) e di Pietrasanta (1328) ad opera delle alluvioni dei torrenti Marmazza e Anza. Fu sede della giurisdizione civile e rivestì un importante ruolo militare di controllo della strada che da Milano portava a Domodossola e in Svizzera. Nel XIV secolo, durante le lotte di fazione che divisero l’Ossola, la famiglia vogognese dei Ferrari fu a capo della parte ghibellina, appoggiata ai Visconti di Milano. In questo periodo per due volte (1356 e 1375) il borgo fu invaso e saccheggiato. Fra il XIV e il XVI secolo Vogogna visse il periodo di massimo splendore come residenza dei Borromeo e baluardo settentrionale del Ducato di Milano.

Montagna e natura
Sabato 13 novembre
Castello Visconteo, ore 9, 00
Workshop

I PIPISTRELLI
Un esempio di tutela faunistica

Tra i mammiferi i pipistrelli sono probabilmente i meno studiati e nell’immaginario troppo spesso sono oggetto di leggende e luoghi comuni nella maggioranza dei casi infondati. Le politiche ambientali a tutela della biodiversità inseriscono tutti i Chirotteri negli elenchi delle specie vulnerabili o minacciate meritevoli di particolari misure di conservazione. Il Piemonte, e soprattutto la provincia del Verbano Cusio Ossola, si sono distinte recentemente nello studio di questi animali con indagini svolte in alcune aree protette, tra cui il Parco Nazionale Val Grande. Il workshop offre un’occasione di comunicazione per illustrare metodologie e risultati delle ricerche, nonché permette di condividere strategie di conservazione comuni.

Interverranno i ricercatori Roberto Toffoli e Paola Culasso, Paolo Agnelli del Museo di Scienze Naturali dell’Università di Firenze e personale del Corpo Forestale dello Stato esperto di Chirotteri.

a cura del Parco Nazionale Val Grande
in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato
e i Coordinamenti Territoriali per l’Ambiente di molti parchi nazionali e le aree protette del VCO

Storie di montagna
Sabato 13 novembre
Castello Visconteo, ore 17,30
Conferenza

CAPPELLE DEVOZIONALI LUNGO I SENTIERI DELL’OSSOLA

immagini e commento di Giancarlo Martini
introduce Gianni Pizzigoni, direttore del Museo del Paesaggio

Le cappelle devozionali costellano le montagne dell’Ossola. Da quelle antiche “a capanna”, ai piloni e alle edicole hanno sempre svolto un ruolo importante nella socialità delle comunità alpine. Agli incroci dei sentieri, una “possa” permetteva alle pastore di raccomandare alla Madonna di Re mariti lontani e figli emigrati. Un dialogo muto tra donne. Giancarlo Martini ha compiuto, sulla base del censimento messo a punto dal ricercatore Giulio Tonelli, una vasta ricerca fotografica, realizzando una lettura del territorio attraverso la devozione popolare. La conferenza racconta la “rete di sacralizzazione” che segna il paesaggio rurale dell’Ossola, il rapporto tra religiosità popolare e fede cristiana (non sono sempre la stessa cosa!). “O tu che passi per questa via … fermati e dì un’Ave Maria” è scritto su una delle tante cappelle ossolane. Un invito pubblico al colloquio offerto dal committente a “chi passa”. Oggi, vengono edificate cappelle interne a proprietà private e visibili solo di lontano. Anche qui, una montagna che cambia!

In collaborazione con Museo del Paesaggio – Verbania

Le immagini della montagna
TrentoFilmfestival 2010
Sabato 13 novembre
Castello visconteo, ore 21,00

UN ANGELO TRA LE NUVOLE
di Emanuele Angiuli 30′ Italia 2008

Nel corso della sua carriera agonistica ai vertici internazionali del volo sportivo, Angelo d’Arrigo ha avuto modo di conoscere il mondo. Durante i suoi viaggi ha sorvolato mari, deserti, vulcani e catene montuose, insieme ad aquile e uccelli di ogni specie. Ad un certo punto però, ha deciso di lasciare le competizioni, per dedicarsi all’emulazione del movimento dei rapaci, e ricercare un significato più profondo nel volo, una relazione simbiotica con l’aria. Il documentario lo segue nei due passaggi del suo “Progetto Metamorfosi”: il primo, un volo lungo le rotte dei rapaci migratori, che ogni primavera partono dal Sahara e attraversano il Mediterraneo fino a raggiungere l’Europa settentrionale; il secondo, la reintroduzione in natura di un gruppo di gru siberiane nate in cattività, con un viaggio attraverso la Siberia.

IN UN ALTRO MONDO
di Joseph Péaquin 75′ Italia 2009

Dario Favre è un guardiaparco. Seguendolo giorno dopo giorno, accompagnandolo nell’osservazione degli animali, nel salvataggio di stambecchi o camosci feriti o semplicemente standogli accanto, in silenzio, nelle lunghe camminate, la natura del Parco del Gran Paradiso acquista una profondità che la cartolina più bella non sa raccontare. Per capire quali storie si nascondono dietro la divisa di chi ha scelto di vivere la montagna, basta guardare negli occhi Dario: occhi rivolti verso l’alto, verso il cielo, o verso la casa dove sua figlia lo attende. l’ambiente è degno delle migliori cartoline postali; tuttavia il paesaggio incantato fatica a nascondere la severità della vita in montagna, fatta anche di silenzi e solitudine che bisogna essere capaci di affrontare ed accettare. Con il rischio di non farcela.

Vivere la montagna
Sabato 13 e domenica 14 novembre
Vogogna, Genestredo

FESTA DI SAN MARTINO
Due giorni di sagra nell’antico borgo di pietra. Gastronomia e animazione.

Genestredo è un borgo di pietra sui monti sovrastanti Vogogna. Lo si raggiunge lungo una ripida stradina asfaltata oppure lungo la bella mulattiera che sale dal Castello visconteo. Genestredo oggi non è più abitato stabilmente ma, siccome è raggiungibile in venti minuti a piedi, è vissuto quotidianamente dai vogognesi che vi hanno gli orti e curano il bosco. Un villaggio che ha conservato l’antica impronta rurale della montagna ossolana e che ha trovato un suo percorso per non morire. Un volto da conoscere della montagna di oggi.
Per due giorni, in occasione della festa di San Martino a cui è dedicato l’oratorio del villaggio, il borgo torna a vivere intensamente ed è l’occasione per chiudere, non più come un tempo solo l’annata agraria, ma anche un anno di vita in montagna. Tempo di bilanci e di progetti. Un incontro tra amici con i sapori della sagra campestre e i profumi dell’autunno.

Le immagini della montagna
Domenica 14 novembre
Castello Visconteo, ore 16,30
IL TARLO
di Andrea Balossi Restelli 16’ Italia 2010

Alla fine degli anni Cinquanta si diffuse nell’alpinismo la moda delle scalate direttissime “a goccia d’acqua”. Solo facendo largo uso di staffe, chiodi, moschettoni, cunei di legno, corde, cordini e forando la roccia con il bulino, si potevano realizzare vie nuove tanto difficili quanto assurde. Perché quasi sempre non ci si spostava dalla linea ideale che avrebbe, appunto, segnato una goccia d’acqua cadendo dalla vetta. Erano scalate artificiali al limite del possibile, quasi sempre troppo dure per essere “normalmente” ripetute oggi in arrampicata libera. Tra queste, il capolavoro dei capolavori: la “via dei Francesi” alla Ovest di Lavaredo, nelle Dolomiti. A tracciarla nel 1959, in sei giorni di arrampicata con cinque bivacchi, furono i francesi René Desmaison e Pierre Mazeaud dedicandola al connazionale Jean Couzy. Su strapiombi paurosi i due fuoriclasse eseguirono pesanti opere di “muratura”, usando 300 normali chiodi più 15 a pressione. Una sfida ostinata e, per molti, insensata. Affidare il proprio peso a certe lamette sottili piantate per metà nella roccia fa ancora oggi venire i brividi. Armando Aste, alpinista accademico e socio onorario del CAI, ha ripetuto per primo l’itinerario in solitaria nel 1960 scrivendo una grande pagina di alpinismo. Pur tormentato dai dubbi, attaccò la parete in solitaria il 3 settembre del 1960 e ne uscì vittorioso dopo tre bivacchi. Cinquant’anni dopo il grande alpinista accademico di Rovereto, socio onorario del CAI, racconta come questa sua “affascinante follia” è diventata realtà.
Presentato al Cervino CineMountain Festival 2010 a Valtournanche (Aosta) e prodotto dalla Lomar sas, il film rievoca anche con immagini originali questa straordinaria impresa solitaria su una via entrata nella storia come “la più difficile scalata in artificiale delle Dolomiti”. Le musiche originali sono del Trio di Massimo Vescovi con Lorenzo Serafin e Michele Saltarello.

Le immagini della montagna
Domenica 14 novembre
Castello Visconteo, ore 17,00

IL MEGLIO DI MALESCORTO

ZOO di Raffaella Traniello, 4′ Italia
Premio cortometraggio con tema ecologico realizzato dalle scuole
Per sollecitare la creatività dei bambini di fronte alla realtà circostante.

OPERAI DI CARTA NELLA FABBRICA DI SCATOLE DI CARTONE di Stefano Stoto, 27′ Italy
Premio documentazione del territorio

Vicenda di grande attualità per l’economia mondiale che si riflette in quella locale, dove l’imprenditoria deve individuare strategie produttive che spesso contrastano con le esigenze delle classi operaie del territorio. Un’autentica lotta per la sopravvivenza che spesso registra vittime nella parte più debole della società.

HABIBI di Davide Del Degan, 20′ Italy
Premio fiction tema libero


Il tema delle sofferenze e disumanità della guerra affrontato senza retorica e filtrato dai sogni di felicità di due ragazzini.

IL SOFFIO DELLA TERRA di Stefano Russo, 15′ Italy
Premio fiction tema ecologico

Il diritto di decidere sulla propria qualità della vita analizzato attraverso una vicenda umana, di fronte alla quale riflettere.

CAT AND MOUSE di Bijan Zamanpira, 26′ Iran
Premio documentario a tema libero

Il film illustra una triste e drammatica realtà dei paesi poveri dove la fantasia dell’imprenditoria locale arriva a fare della raccolta di pane vecchio un business per sopravvivere. Un pane che rilavorato, tornerà sulle tavole del mondo occidentale.

GAMBA TRISTA di Francesco Filippi, 8′ Italy
Premio animazione tema libero

La volontà di un ragazzo gli permette di superare in modo straordinario il suo handicap e vivere ugualmente felice insieme agli altri.

In collaborazione con Malescorto e Comune di Malesco

Montagna e natura
Giovedì 18 novembre
Castello visconteo, ore 21,00
Conferenza e immagini

Introduce Massimo Solderini
LIPU Lombardia

Giuseppe Bogliani
Dipartimento di Biologia Animale Università di Pavia

IL SIGNIFICATO DELLA BIODIVERSITà E L’IMPORTANZA DELLA SUA TUTELA

In modo semplice e coinvolgente verrà raccontata la biodiversità e il suo stato di conservazione in Italia, un capitale naturale che può contribuire al benessere degli uomini in un mondo che cambia.

Lucia Pompilio
Società di Scienze Naturali del VCO

LE AREE IMPORTANTI PER LA BIODIVERSITà NELLA PROVINCIA DEL VCO

Nell’ambito di un progetto denominato "Parchi in rete" promosso dalla Lipu, grazie ad un cofinanziamento della Fondazione Cariplo, è stata indagata la ricchezza di specie animali e vegetali della nostra provincia alla ricerca delle zone più importanti per la conservazione della biodiversità.

Proiezione del film

ANIMA MUNDI
un film di Godfrey Reggio 28’ Italia-USA 1991

Questo mondo è in effetti un essere vivente dotato di anima e di intelligenza … una singola entità vivente contenente tutte le altre entità viventi, che con essa sono in relazione in virtù della loro stessa natura… (Platone Timeo 29/30; IV secolo a.C.)
Il film riprende il concetto filosofico che attribuisce un respiro cosmico alla Natura e ad ogni forma di vita che essa contiene: l’ Anima del Mondo. Ispirato al valore della diversità biologica il film celebra la diversità nella natura e la riconduce ad un tutto che appartiene e accomuna ogni specie.
Riprese originali, immagini naturalistiche di repertorio, musiche originali di Philip Glass e suoni che appartengono a diverse tradizioni etniche: il film è il frutto di una composizione emozionante di elementi diversi costruito per riproporre al pubblico un’esperienza di rapporto con la natura e spingerlo a ritrovare una prossimità e una familiarità con ogni specie e ogni forma di vita.

2010 – Anno internazionale della biodiversità
In collaborazione con Parco Nazionale Val Grande e LIPU

Le immagini della montagna
TrentoFilmfestival 2010
Venerdì 19 novembre
Castello visconteo, ore 21,00

DOVE OSANO LE MUCCHE
di Marco Landini e Cristina Donno 13′ Italia 2010

Il cortometraggio racconta la vita quotidiana di un alpeggio a 1900 m sui monti del Canton Ticino. A gestirlo è una coppia di giovani, Marianna, la casara, e Quinto, il pastore. La giornata inizia presto: Quinto cerca e raduna le mucche per eseguire la prima mungitura. Prima delle 8 il latte arriva in caseificio e Marianna può cominciare la lavorazione, trasformandolo, come per magia, in formaggio. Poesia e cambiamenti del mestiere più antico delle Alpi.

GENTE D’ALPE
di Giovanna Poldi Allai, Filippo Lilloni, Sandro Nardi 42′ Italia 2010
Premio Speciale "Città di Imola" 58° TrentoFilmfestival 2010

l’Alpe è un mondo che lascia pieni di meraviglia per la bellezza dei luoghi, la straordinarietà delle persone, lo splendore degli animali. Ispira dolore per l’abbandono che attraversa e fiducia e speranza nella forza vitale che segretamente nutre. La “gente d’alpe” ci ricorda, con le scelte, le parole e i gesti, poche verità fondamentali: gli uomini nascono liberi e integri; le leggi naturali favoriscono la vita e perdurano nel tempo, mentre quelle degli uomini spesso sbagliano e sono soggette a mutevolezza; gli animali vivono da sempre con gli uomini, sono indispensabili e ci ricordano qual è il nostro posto sulla Terra. Anche in circostanze non favorevoli, la “gente d’alpe” s’ingegna, si adatta, sopravvive senza garanzie ai margini della Storia. Un inno ad un mondo che sta cambiando e che sta morendo.

FAME D’ERBA
di Valentina De Marchi 33′ Italia 2010

I pastori transumanti sono allevatori di ovini che ricorrono, ancora oggi, alla mobilità delle greggi come sistema di sostentamento e produzione. La loro transumanza, protratta per tre stagioni e condotta ancora per intero a piedi (oltre 400 km l’anno), è una peculiarità del Triveneto che non ha eguali in Italia. I transumanti sfruttano esclusivamente le risorse naturali e marginali reperibili sul territorio, senza che gli animali ricevano integrazione alimentare. Molti pastori sono giovani, hanno il piglio degli imprenditori, si destreggiano nel traffico o alla guida di grossi pick-up, eppure continuano a praticare un mestiere antichissimo, seguendo spesso la tradizione di famiglia. Un film su come questo mestiere sia cambiato e sia, allo stesso tempo, rimasto lo stesso di sempre.

Vivere la montagna
Sabato 20 novembre
Castello visconteo, ore 17,30

IL PROGETTO “PROALPI”
Come cambia l’agricoltura in montagna oggi. Idee e degustazioni.

Giuseppe Paltani
Tecnologo alimentare della Provincia del Verbano Cusio Ossola

Il percorso del progetto PROALPI

Giuseppe Carlo Lozzia
Direttore del GeSDiMont – Universita degli studi di Milano

Finalità e primi risultati del progetto nella filiera del formaggio caprino

Progetto Interreg “PROALPI – Valorizzazione di alcune filiere tradizionali e dei relativi prodotti tipici del Verbano Cusio Ossola e del Cantone Ticino” vede coinvolti: Provincia VCO (in qualità di capofila), Università degli Studi di Milano – Centro Interdipartimentale per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna” (GeSDiMont); Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Veterinarie per la Sicurezza Alimentare (VSA), Parco Nazionale Val Grande, A.S.L. V.C.O, Laboratorio Cantonale di Bellinzona, Bioethica Food Safety Engeneering di Lugano (capofila svizzero). Obiettivo primario del Progetto la valorizzazione di quattro filiere produttive tradizionali: carne e salumi, miele ed erbe officinali e latte e formaggi di capra. Proprio su quest’ultima verrà posta attenzione durante la serata con la presentazione dei primi risultati e la partecipazione di alcuni produttori locali.

Seguirà una degustazione guidata di formaggi caprini a cura dei produttori aderenti al progetto

In collaborazione con Parco Nazionale Val Grande
e Provincia del Verbano Cusio Ossola, Assessorato all’Agricoltura.

Storie di montagna
Sabato 20 novembre
Castello Visconteo, ore 21,00
Conferenza

Annibale Salsa
Antropologo e past president nazionale del Club Alpino Italiano

LA MONTAGNA AL BIVIO
FRA MARGINALITà E RIAPPROPRIAZIONE IDENTITARIA

Annibale Salsa dialoga con Enrico Borghi (sindaco di Vogogna e presidente nazionale UNCEM). Introduce Paolo Crosa Lenz

La società moderna, tra il XVII e il XX secolo, ha emarginato la montagna rendendola periferia dei nascenti Stati-Nazione. Oggi, con la crisi dei dogmi della modernità, si avverte apertamente il pericolo di dover ricorrere all’elaborazione del lutto della perdita di montanità attraverso la creazione di stereotipi e pregiudizi. Occorre promuovere la consapevolezza degli abitanti e dei decisori politici che la marginalità della montagna non è conseguenza di un handicap geografico. La cultura della resa e della rassegnazione è frutto di una rappresentazione storicamente datata di una montagna subalterna alla pianura sulla base della dicotomia centro-periferia. L’antidoto alla condizione di orfani della montagna, che si avverte oggi diffusamente, non può essere la folclorizzazione della vita sociale nei momenti ricreativi e ludici, ma la sfida e la determinazione a superare il dualismo "fordista" montagna-città, terre alte-terre basse. Rivisitando la storia fondativa delle società alpine si possono raccogliere spunti di riflessione e modelli di buone pratiche riproponibili, mutatis mutandis, ancora ai nostri giorni.

Storie di montagna
Domenica 21 novembre
Castello Visconteo, ore 17,00

Conferenza

Pier Francesco Donzelli
Corpo Forestale dello Stato, CTA Parco Nazionale Val Grande

ATTACCO AL CASTAGNO

Perché i nostri castagni sono in pericolo? Chi li minaccia? Ed in che modo ? Una panoramica sull’origine, biologia ed ecologia del cinipede galligeno e sulle strategie da adottare per contrastarlo.

Proiezione del film

WILDERNESS E BIODIVERSITà
di Marco Tessaro, 20’ Italia 2006

Il film presenta i risultati del progetto “Concetto di paesaggio transfrontaliero protetto da promuovere e da valorizzare” che ha indagato la biodiversità in relazione all’evoluzione storica, sociale ed economica della Val Grande. In questo ambito il sottoprogetto 3B “Castagneti da frutto” coordinato dall’Università di Torino, ha indagato la castanicoltura tradizionale e individuato cultivar peculiari.

A seguire degustazione di dolci e birra di castagne

2010 – Anno internazionale della biodiversità
in collaborazione con Parco Nazionale Val Grande

Storie di montagna
Domenica 21 novembre
Palazzo Pretorio, ore 21,00

LA MONTAGNA FUORI, LA MONTAGNA DENTRO
Conversazioni d’Alta Quota, con le diversità dell’alpinismo.

E’ possibile includere il proprio limite, per esempio la vista, per accedere ad una visione più ampia? E’ possibile pacificarsi con la propria diversità, per condividere una diversa ricchezza della montagna sociale?

Conversazioni con:

Angelo Petrulli
Presidente GSH Sempione 82

Oliviero Bellinzani,
Alpinista con all’attivo la scalata di centinaia di montagne

Mauro Rossi
Guida escursionistica e accompagnatore naturalistico

Alberto Carganico
Presidente del Gruppo Verbanese Sciatori Ciechi

Maria Grazia Monacelli
Psicologa presso il Centro di Salute Mentale ASL VCO

Giorgio Scroffernecher
Supporto del GSH Sempione 82 per progetti, comunicazione, relazioni

In collaborazione con Club Alpino Italiano – Sezione Verbano Intra

Le mostre al Castello di Vogogna
Castello visconteo, 4 – 21 novembre
l’HABITAT DEL CASTAGNO – LUOGO DI BIODIVERSITà

Il castagneto, quale habitat prioritario identificato a livello europeo dal codice 9260, costituisce un sistema agroforestale che concorre a formare il più complesso articolarsi di habitat ed ecosistemi che qualificano l’identità del Parco Nazionale della Val Grande quale Sito di Interesse Comunitario (IT 1140011). La mostra intende presentare in maniera integrata il significato naturalistico ed il valore culturale di un patrimonio che impronta ampi territori ed ambienti del parco nazionale. La prerogativa e la specificità di tale habitat infatti, consente di leggere come il connubio tra natura e coltura abbia concorso, e concorra, alla ricchezza della biodiversità. Al fine di valorizzare il bagaglio storico-culturale, oltre che naturalistico, che i castagneti da frutto della Val Grande rappresentano quale ponte tra coltura e cultura, nell’Anno Internazionale della Biodiversità il Parco Nazionale ha deciso quindi di dedicare una parte delle proprie attività a tale approfondimento e rappresentazione per il pubblico.

2010 – Anno internazionale della biodiversità
in collaborazione con Parco Nazionale Val Grande

“Montagna & dintorni 2010” per le scuole

Dal 5 al 20 novembre la mostra sarà visitabile per le scuole che ne faranno richiesta. E’ prevista un’attività didattica della durata di due ore. Costo 90 € per gruppo classe (max 25 alunni); comprende: ingresso al castello, visita guidata, attività didattica condotta da un operatore specializzato, materiale informativo. Organizzazione tecnica e prenotazioni: Cooperativa “InCastro” tel. 331 1243827

Credits
Progetto culturale: Paolo Crosa Lenz
Coordinamento: Marco Gagliardini (Assessore alla Cultura, Comune di Vogogna)
Comitato di programma: Marco Gagliardini, Paolo Crosa Lenz, Cristina Movalli, Giancarlo Parazzoli, Marianna Rampini.
Webmaster: Giancarlo Parazzoli

http://www.montagnaedintorni.net

Accorpare i piccoli comuni? Meglio promuovere l'associazionismo

imageLa nostra provincia, come l’intero Piemonte, è una realtà di piccoli comuni: da noi 71 su 77 hanno una popolazione inferiore ai cinquemila abitanti e ciò genera difficoltà nella gestione dei servizi. Di tanto in tanto a qualcuno viene in testa l’idea di accorparli. Non mi sembra, francamente, una grande idea. A parte il fatto che un eventuale  accorpamento può derivare solo da un movimento spontaneo delle popolazioni ( e non mi sembra che ve ne sia traccia) è bene ricordare che i comuni offrono un riferimento identitario per chi ci vive, costituendo un presidio democratico. Non servono le scorciatoie di chi , in nome di un risparmio tutto da dimostrare, vuol ridurre la democrazia e soffocare quel che resta di un sano  e legittimo municipalismo. Interessarsi della gestione del proprio paese è il primo passo dell’impegno civile dei cittadini/amministratori. Se una cosa va fatta, e questa sì con decisione, è l’associazione per la gestione dei servizi. Le piccole municipalità vanno sostenute con strumenti concreti (come ha fatto la precedente giunta di centrosinistra in Regione):incentivando le funzioni associate; semplificando le procedure amministrative;riducendo il cofinanziamento a loro carico nell’accedere alle risorse regionali;favorendo il riequilibrio insediativo e il recupero del patrimonio edilizio dei centri abitati; sostenendo finanziariamente chi trasferisce in montagna residenza e attività economica. Così come è giusto sostenere le attività commerciali nelle realtà più marginali e con meno abitanti, attraverso agevolazioni tributarie e interventi di sostegno a queste attività. Garantire i servizi essenziali è un altro dei "nervi scoperti", se si vuole sul serio far valere il "diritto d´opzione. Non si tratta di chiedere l´elemosina per difendere l´esistente. Si tratta di "rompere l´isolamento" che patiscono le piccole comunità. Non è forse il caso di istituire un "fondo di solidarietà"per il mantenimento dei servizi essenziali nei territori montani che patiscono una più alta marginalità?  E trovare le risorse proprio dalla fiscalità generale e nei ritorni finanziari che devono derivare alla montagna da una quota-parte del business delle grandi società che ne hanno consumato territorio e risorse con grandi opere in campo energetico e viario?