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Acqua e ATO: cambio di rotta di 180° di Nobili e del centro destra!

image Il Presidente Sozzani contro il Presidente Nobili sulla questione “acqua”? Lo confermerebbero le dichiarazioni apparse sulla stampa in questi ultimi giorni rilasciate dai due Presidenti delle Province di Novara e Verbano Cusio Ossola.
Per anni il centro destra del VCO aveva accusato il centro sinistra di voler gestire l’ambito insieme con Novara; si diceva “è più conveniente stare da soli”; ora si capovolgono le situazioni ed è Novara che chiede di uscire dalla gestione comune, poiché Nobili ha sbandierato che le tariffe 2011 prevedono aumenti più contenuti nel VCO rispetto a quelli del novarese.
Mettere insieme gestioni profondamente diverse è sicuramente difficile, ma era (ed è) la strada che con fatica, ma anche con coraggio, avevamo seguito nel precedente ciclo amministrativo quando, in larga maggioranza, gli enti locali (Province e Comuni) erano gestiti dal centro sinistra. Allora (2006) si partì da una situazione in cui le tariffe (ma anche i costi) erano più bassi a Novara (soprattutto Novara città) e più alti nelle città del VCO. Si stabilì che, con gradualità e preservando le località di montagna, si sarebbero unificate le tariffe entro il 2011. La gestione del centro destra era partita male, nel senso che la loro prima decisione (fine 2009) aveva allargato la forbice tra le tariffe e aveva sancito (nella delibera d’indirizzo) che ci dovesse essere un impossibile equilibrio tra costi e ricavi in ciascun “ambito omogeneo”.
Ciò è pura demagogia poiché è evidente che i ricavi sono di gran lunga superiori (e i costi sicuramente più bassi) dove ci sono tanti utenti concentrati in territori di pianura (Novara città è l’esempio più macroscopico) rispetto a territori ampi, di montagna e con un numero modesto di utenze (come gran parte del VCO). La decisione assunta nell’ultima Conferenza dell’ATO è solo ragionevole e riporta le scelte nel solco delle indicazioni che erano state fissate al momento della costituzione dell’ ATO e della società di gestione Acque Novara VCO.
Per il resto, ci pare che Nobili e Sozzani abbiano iniziato “il gioco delle parti” e che lo scontro tra di loro non è altro che il venire al pettine dei nodi strutturalmente interni al centro destra: una logica che mette al primo posto gli interessi corporativi piuttosto che quello della gestione solidale un po’ in tutti i campi; ciò diventa più grave se si tratta di gestire un bene fondamentale come quello dell’acqua.
Non sappiamo e non vogliamo intrometterci nella disputa tra chi ha avuto i maggiori o minori meriti all’interno del centro destra nel trovare gli equilibri che hanno portato alle ultime decisioni dell’ ATO; registriamo semplicemente una positiva inversione di rotta rispetto ad una situazione che avevamo ampiamente denunciato a partire dal 2009. Per il prossimo futuro e per le scelte che la Regione dovrebbe compiere a breve (assegnazione alle Province dell’autorità di governo del ciclo idrico integrato al posto degli attuali ATO) siamo per la “gestione associata” di Novara e Verbano Cusio Ossola e segnaliamo come positiva e clamorosa l’inversione di rotta dichiarata da Nobili che contrasta con tutto quanto il locale centro destra (Lega Nord in testa), aveva sbandierato in lunghi anni di sterile polemica compresa l’ultima campagna elettorale.
Rimangono da verificare alcune situazioni che riteniamo anomale come quella dei “Comuni Riuniti” e soprattutto quella di “Idrablu con Domodossola”: sono divisioni all’interno del VCO che Sozzani rileva come “squilibrio” e, al proposito, non possiamo dargli torto. Rimangono anche da verificare i motivi per cui le tariffe approvate sarebbero “più basse rispetto a quelle programmate nel 2006”: ci auguriamo che dipendano da migliorate gestioni, ma temiamo che siano tali per la semplice ragione che non sono stati fatti tutti gli investimenti previsti e che si siano tagliati i ristorni a favore delle Comunità Montane per diverse centinaia di migliaia di euro all’anno (dal 5% al 3% delle tariffe riscosse).

PD VCO
Commissione Ambiente
Segreteria Provinciale
Gruppo Provinciale

Sanità: campagna manifesti PD.Pericoli in vista!

image Per vedere i manifesti del PD affissi sul tema in questi giorni nel VCO cliccate qui.
Sanità: purtroppo avevamo ragione. Pericoli in vista! Se ne discuta subito in consiglio provinciale. Si convochi subito la conferenza dei Sindaci. Interpellanza e campagna di manifesti del PD.
È questo il titolo del comunicato stampa inviato lunedì 29.11 dal PD del VCO. Ecco il testo.
Avevamo scritto nelle settimane scorse di confusione, di pericoli, di probabili scelte, con le nuove linee guida in campo sanitario della giunta regionale di Cota, che rischiavano di penalizzare il nostro territorio, con il possibile declassamento dei nostri ospedali ed il conseguente rischio di perdita dei Dea, o di uno di essi.
Preoccupazioni lanciate dai sindaci Marzio Bartolucci di Villadossola e di Baveno Massimo Zoppi, dal capogruppo in regione Aldo Reschigna, dal PD, persino dall’onorevole Zacchera (che di Cota è alleato) e prima di tutti dall’ordine dei medici del Vco.
Lega Nord e PDL ci hanno risposto: state alimentando polemiche pretestuose. State tranquilli non succederà nulla e la sanità del VCO non sarà colpita. Nemmeno pochi giorni dopo lo stesso consigliere regionale leghista De Magistris, in un dibattito televisivo venerdì scorso, non è stato in grado di chiarire se gli ospedali di Verbania e Domodossola saranno, anche in futuro, dotati di DEA o di Pronto Soccorso. Il centro destra locale, attraverso i propri amministratori, a partire dal consigliere regionale Marinello, appare più concentrato ad umiliare il Sindaco di Verbania (impedendogli di convocare la Conferenza dei Sindaci) che a chiarire se le preoccupazioni dei cittadini, dei Comitati Salute, dei Sindaci del VCO siano, o meno, annoverabili tra gli “inutili allarmismi”
Per questo il PD ha presentato oggi un’interpellanza in Provincia, per portare al più presto in consiglio provinciale questo tema e per sollecitare il presidente Massimo Nobili, assolutamente e colpevolmente immobile e silenzioso su questo problema.
Ricordando, sommessamente, allo stesso Presidente che esiste anche il peccato di omissione che commetterebbe se non agisse – con tutta l’autorevolezza della sua carica – a tutela dell’“ospedale unico plurisede” del Verbano Cusio Ossola con entrambi i Dea del “Castelli” e del “San Biagio”, nosocomio le cui caratteristiche sono pienamente compatibili con quelle che le linee guida regionali attribuiscono agli ospedali provinciali “a media intensità assistenziale” (ospedali di fascia “B”).
Chiediamo inoltre che sia convocata al più presto la conferenza dei Sindaci.
Parallelamente abbiamo lanciato una campagna di manifesti sul tema, affissi in tutti i comuni della nostra provincia in cui esprimiamo questo pericolo.
Qui di seguito il testo dell’interpellanza presentata da tutto il gruppo consigliere del PD in provincia.

PD Ufficio stampa

INTERPELLANZA

Signor Presidente,

con la presente interpellanza le chiediamo di portare anche in seno al consiglio provinciale il dibattito sulla sanità del Verbano Cusio Ossola

tale questione si è riaperta a causa delle nuove linee guida della giunta Cota: che sono difficilmente interpretabili persino dai consiglieri regionali della Lega Nord se è vero, come è vero, che lo stesso consigliere De Magistris, in un dibattito televisivo, non è stato in grado di chiarire se gli ospedali di Verbania e Domodossola saranno, anche in futuro, dotati di DEA o di Pronto Soccorso.

Il centro destra locale, attraverso i propri amministratori, appare più concentrato ad umiliare il Sindaco di Verbania (impedendogli di convocare la Conferenza dei Sindaci) che a chiarire se le preoccupazioni dei cittadini, dei Comitati Salute, dei Sindaci del VCO siano, o meno, annoverabili tra gli “inutili allarmismi”

Dei 50 milioni di € destinati all’edilizia sanitaria piemontese pare che nemmeno un centesimo sia previsto per il VCO: affermare che la seconda ala del San Biagio non sarà realizzata pensiamo non possa essere interpretato come “inutile allarmismo”.

Signor Presidente,

le funzioni che competono alla sua carica amministrativa non la indurranno a commettere peccati in opere ( questi riguardano la Giunta Regionale) e neppure in parole (questi riguardano i consiglieri regionali della Lega Nord di questo territorio): le ricordiamo, sommessamente che esiste anche il peccato di omissione, che lei commetterebbe se non agisse – con tutta l’autorevolezza della sua carica – a tutela dell’ “ospedale unico plurisede” del Verbano Cusio Ossola con entrambi i Dea del “Castelli” e del “San Biagio”, nosocomio le cui caratteristiche sono pienamente compatibili con quelle che le linee guida regionali attribuiscono agli ospedali provinciali “a media intensità assistenziale” (ospedali di fascia “B”) .

NIENTE RISORSE PER LA SECONDA ALA DEL SAN BIAGIO DI DOMODOSSOLA.

image DICHIARAZIONI di Aldo Reschigna ed Antonella Trapani

Niente risorse per la seconda ala del San Biagio di Domodossola. la sanita’ del vco non e’ un problema per la giunta regionale, che privilegia altri territori”.

Stamattina in Commissione regionale l’assessore alla sanità Caterina Ferrero ha reso noto il riparto dei 50 milioni destinati all’edilizia sanitaria nel 2011.
Le risorse andranno a Biella, Verduno, Torino e Novara. Non una lira per il VCO e per la seconda ala del San Biagio di Domodossola, nonostante da un anno sia fermo in assessorato il progetto esecutivo e si attendeva solo lo stanziamento dei 20 milioni di euro necessari per la realizzazione.
l’assessore Ferrero ha deciso altrimenti, evidentemente il VCO non è al primo posto nelle sue preoccupazioni e in quelle della Giunta. Tutti gli impegni assunti finora sono rimasti parole vuote, i fatti si fanno per altre province.
Sono stato l’unico a sollevare il problema oggi, in Commissione.
Naturalmente presenterò un emendamento in sede di discussione del bilancio 2011 in cui chiederò che vengano stanziati i soldi necessari alla costruzione.
Ieri il consigliere regionale di maggioranza De Magistris ha annunciato che, dopo un suo colloquio con l’assessore Ferrero, tutti i problemi della sanità del VCO erano risolti. Oggi è arrivato l’annuncio della Ferrero che nega i soldi al San Biagio. Forse è meglio che De Magistris non parli più con l’assessore Ferrero.
Aldo Reschigna – Ufficio Stampa Gruppo Consiliare Partito Democratico Comunicato stampa – Sanità: colpiti alle spalle
“Oggi in Commissione regionale è arrivata la conferma che il San Biagio, e più in generale le strutture sanitarie del VCO, non sono oggetto dell’interesse della giunta leghista capitanata da Cota. Dei 50 milioni previsti per il 2011 per l’edilizia sanitaria in Piemonte nessun euro  è previsto per il VCO”.
E’ quanto afferma il segretario provinciale del partito democratico, Antonella Trapani. Per il Partito Democratico è l’ennesima conferma che chi ci governa è in grado di fare solo slogan e proclami ma nessun fatto!
“Abbiamo segnalato per tempo qualche giorno fa – continua Antonella Trapani – le nostre preoccupazioni e sui media sono comparse le rassicurazioni dei consiglieri regionali Leghisti Marinello e De Magistris. I rappresentanti dei medici sono stati tacciati di allarmismo. Gli amministratori, anche di centro destra, pure. E ora? Adesso che si profila con sempre maggiore chiarezza la volontà torinese di declassare la nostra sanità, di togliere a questo territorio, già colpito da una grossa crisi occupazionale, certezze in materia di finanziamento alle strutture sanitarie: quale sarà la scusa che ci rifileranno?
O forse preferiranno il silenzio come fa il presidente della provincia Massimo Nobili?”
Emergono in maniera evidente le contraddizioni tra la propaganda leghista nel VCO e le effettive scelte torinesi che oggi ci penalizzano.
Oggi il Vco è stato colpito alle spalle da coloro che si sono sempre dichiarati promotori di autonomia e difensori del territorio! Il PD continuerà la mobilitazione per la nuova ala del San Biagio raccogliendo le firme di tutti i cittadini che, come noi, credono in una sanità di serie A per tutti.

Ufficio stampa PD VCO

Centro antiviolenza sulle donne del VCO: c'è il rischio di un vuoto operativo!

image Il 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, rischia per il VCO di non essere onorato come dovrebbe.
Nel VCO esiste un Centro antiviolenza sulle donne: una struttura dove le donne vittime di maltrattamenti fisici e psicologici, di stupri e abusi sessuali intra ed extra familiari possano ricevere, oltre all’accoglienza, aiuto concreto per superare le situazioni di grave disagio in cui versano.
Finora l’assistenza alle donne in difficoltà è stata garantita dallo “Sportello Donna” della Provincia gestito dalla cooperativa “la Bitta”, la cui convenzione con l’Amministrazione Provinciale per la gestione del servizio scade il 30 novembre, senza che, al momento, gli Enti locali e i Consorzi sociali del nostro territorio abbiano provveduto a istituire il Centro antiviolenza del VCO e senza che dalla Regione del presidente leghista Cota siano state trasferite le risorse previste per la completa attuazione della normativa. Infatti, la legge Regionale n. 16 del 29/05/2009, avente per oggetto “Istituzione dei Centri antiviolenza con case rifugio”, contempla siano istituiti, in ciascuna Provincia piemontese queste strutture gestiti dai Comuni o dagli Enti gestori delle funzioni socio-assistenziali.
Si prospetta dunque, tra il 30 novembre, data di chiusura dello “Sportello Donna” provinciale, sino all’istituzione del nuovo Centro antiviolenza previsto dalla L.R. n. 16/2009, un “vuoto” operativo che peserà in modo grave sulle donne del VCO che necessitano di sostegno a seguito di maltrattamenti e abusi sessuali.
Su questo caso il Gruppo provinciale del PD in consiglio provinciale ha presentato un’interpellanza urgente al Presidente Nobili per sapere quale sia il numero delle utenti che si sono rivolte nei tre anni di attività allo “Sportello Donna” e, soprattutto, quali misure ha in progetto la Giunta Provinciale per tenere attivo il servizio in attesa della completa attuazione delle novità introdotte dalla Legge Regionale n. 16 del 29/05/2009. 
Il rischio serio è che ci sia un vuoto operativo. Non si può dismettere un servizio così delicato rivolto alle donne in difficoltà, senza avere la certezza di una continuità operativa.
 
PD – Gruppo Provinciale
PD _ Coordinamento provinciale

Qui trovate il testo integrale dell’interpellanza

Al Presidente della Provincia del  Verbano Cusio Ossola

La Legge Regionale n. 16 del 29/05/2009, avente per oggetto “Istituzione dei Centri antiviolenza con case rifugio”, contempla siano istituiti, in ciascuna Provincia piemontese, delle strutture ove le donne vittime di maltrattamenti fisici e psicologici, di stupri e abusi sessuali intra ed extra familiari possano ricevere, oltre all’accoglienza, aiuto concreto per superare le situazioni di grave disagio in cui versano.

La normativa citata prevede che i Centri antiviolenza siano istituiti e gestiti dai Comuni o dagli Enti gestori delle funzioni socio-assistenziali.

Finora l’assistenza alle donne in difficoltà è stata garantita dallo “Sportello Donna” della Provincia gestito dalla cooperativa “la Bitta”, la cui convenzione con l’Amministrazione Provinciale per la gestione del servizio scade il 30 novembre, senza che, al momento, gli Enti locali e i Consorzi sociali del nostro territorio abbiano provveduto a istituire il Centro antiviolenza del VCO e senza che dalla Regione siano state trasferite le risorse previste per la completa attuazione della normativa.

Si prospetta dunque, tra il 30 novembre, data di chiusura dello “Sportello Donna” provinciale, sino all’istituzione del nuovo Centro antiviolenza previsto dalla L.R. n. 16/2009, un “vuoto” operativo che peserà in modo grave sulle donne del VCO che necessitano di sostegno a seguito di maltrattamenti e abusi sessuali.

Tutto ciò premesso e considerato

SI INTERPELLA  LA S.V.

per sapere quale sia il numero delle utenti che si sono rivolte nei tre anni di attività allo “Sportello Donna” e, soprattutto, quali misure ha in progetto la Giunta Provinciale per tenere attivo il servizio in attesa della completa attuazione delle novità introdotte dalla Legge Regionale n. 16 del 29/05/2009. 

Lavoro: la Provincia non garantisce nemmeno la funzionalità del centro per l'impiego.

image Le promesse del centro-destra locale ed in Provincia sono molte.
Sul tema del Lavoro e della pesantissima crisi che colpisce il VCO e l’intero paese, nessuna di quelle fatte sta trovando riscontro.
Del “famoso” tavolo nazionale che doveva essere aperto dalla giunta Nobili per affrontare le situazioni di crisi non c’è più traccia. Le singole aziende e i loro lavoratori sono abbandonati a se stessi.
Manca la volontà e mancano le idee per tentare di affrontare questa difficile fase.
Il problema è che questa Provincia non riesce nemmeno a garantire l’ordinaria amministrazione.
Sarebbe almeno necessario ed inderogabile, in assenza di altre politiche di rilancio dell’economia locale, sostenere e potenziare l’attività del II° Settore “Politiche del Lavoro e Formazione”.  Invece il “Centro per l’impiego”, di competenza della Provincia e che del II° Settore “Politiche del Lavoro e Formazione” è l’elemento principale, è invece in condizioni difficili. Dovrebbe essere aiutato a svolgere i suoi compiti al meglio in questa difficile fase, proprio perché i lavoratori, come non mai, si stanno rivolgendo ai suoi sportelli. Invece si formano spesso code di utenti in cerca di occupazione, anche a causa delle carenze nell’organico. 
Non chiediamo nuove assunzioni. Si tratterebbe semplicemente di ricoprire i posti in pianta organica, lasciati vacanti a causa di ritiro dal lavoro, mobilità interna o assenze di lungo periodo di dipendenti di ruolo a tempo indeterminato.
Si parla di alcuni posti in meno, 5/6 che la giunta Nobili non sostituisce, impedendo nei fatti di avere un Centro per l’impiego all’altezza dei compiti che gli spettano. Carenze che finiscono per pesare sul funzionamento degli uffici e sulla qualità dei servizi e delle risposte offerte ai cittadini e ai lavoratori che ad esso si rivolgono.
Per questi motivi il gruppo del PD in consiglio provinciale ha presentato un’interpellanza (che qui sotto vi alleghiamo) per chiedere, alla giunta Nobili, un’intervento immediato per rafforzare l’organico del II° Settore “Politiche del Lavoro e Formazione”, al fine di potenziare i servizi pubblici messi in campo dalla Provincia a sostegno in favore della popolazione del Verbano-Cusio-Ossola in cerca di occupazione.
Se la giunta Nobili è immobile sul fronte della crisi che almeno faccia funzionare al meglio il “Centro per l’impiego”.

PD – Coordinamento provinciale
PD – Gruppo provinciale

Al Presidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola

l’attuale, pesantissima, congiuntura economica in cui versa il Verbano Cusio Ossola impone agli enti locali del territorio, Provincia in primis, uno sforzo progettuale e operativo superiore alla norma per rispondere alla domanda di lavoro avanzata da un numero sempre più elevato di cittadini residenti nella nostra zona.

Se comprendiamo essere difficile, nonostante le promesse di rilancio economico avanzate durante la campagna elettorale del 2009, per questa Amministrazione Provinciale trovare soluzioni che portino all’insediamento di nuove attività produttive o, almeno, alla tutela di quelle esistenti, risulta invece arduo comprendere i motivi per cui non si proceda, perlomeno, ad un immediato potenziamento dei servizi del II° Settore “Politiche del Lavoro e Formazione”.

A nostro avviso, infatti, mai come in questa fase di recessione economica, i servizi del II° Settore rappresentano un sostegno importante e concreto a chi è in cerca di occupazione, grazie alla elaborazione di percorsi formativi tarati sulle esigenze del singolo disoccupato e, soprattutto, grazie a un collaudato meccanismo che permette di incrociare con discreti risultati domanda e offerta di lavoro.
 
Dunque è necessario e inderogabile, soprattutto in assenza di altre politiche di rilancio dell’economia locale, sostenere e potenziare l’attività del II° Settore “Politiche del Lavoro e Formazione”, potenziamento di cui si sente l’esigenza soprattutto negli uffici del Centro per l’Impiego di Verbania e Domodossola, che del II° Settore sono parte importante e dove si formano spesso code di utenti in cerca di occupazione, anche a causa delle carenze nell’organico dei detti uffici.

Potenziare l’organico del II° Settore è dunque un imperativo inderogabile e, tutto sommato, di facile attuazione. Non si tratterebbe, infatti, di procedere a chissà quale modifiche della pianta organica del Settore citato, quanto piuttosto di ricoprire i posti lasciati vacanti a causa di ritiro dal lavoro, mobilità interna o assenze di lungo periodo di dipendenti di ruolo a tempo indeterminato. Entrando nel dettaglio, a tutt’oggi risulta la:
•    mancata sostituzione di due operatori del Centro per l’Impiego di Domodossola ritirati dal lavoro a partire dallo scorso 1° gennaio 2010;
•    mancata sostituzione di due operatori, attivi presso la sede di Baveno, trasferiti quale staff alla dirigenza del III° Settore;
•    mancata sostituzione di un operatore assente per malattia la cui cura necessità di tempi lunghi.

Da ultimo, a testimoniare l’impoverimento piuttosto che il rafforzamento del citato II° Settore, si registra il recente trasferimento di una dipendente, da anni attiva presso la sede di Baveno, agli uffici della Presidenza; tale mobilità è stata sì coperta, ma con un’assunzione a tempo determinato di una nuova dipendente, tramite la procedura prevista dall’art. 16 della Legge 56/1987, che non può obbiettivamente garantire la stessa professionalità maturata in anni di servizio dall’operatrice trasferita.  

Tutto ciò premesso e considerato

SI INTERPELLA  LA S.V.

per sapere cosa intende mettere in atto la Giunta provinciale per rafforzare l’organico del II° Settore “Politiche del Lavoro e Formazione” al fine di potenziare i servizi pubblici messi in campo dalla Provincia a sostegno in favore della popolazione del Verbano-Cusio-Ossola in cerca di occupazione