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POSITIVA INIZIATIVA DELL'ON. BORGHI: I CONSORZI SOCIOASSISTENZIALI NON SARANNO CHIUSI

no ai tagli alla sanita e ai cissIl Governo è pronto a rimettere mano alla normativa, e a garantire la sopravvivenza dei consorzi tra enti locali per la gestione dei servizi socio-assistenziali, abrogati da una disposizione contenuta all’interno della legge di stabilità 2014.
E’ questo l’esito dell’interpellanza urgente che il Partito Democratico ha presentato alla Camera dei Deputati, e che è stata illustrata stamattina nell’Aula di Montecitorio dal primo firmatario del provvedimento, l‘on. Enrico Borghi.
Il deputato piemontese, che ha parlato anche a nome dei 31 parlamentari democratici che insieme con lui hanno sottoscritto l’interpellanza, ha ricordato come la materia dei servizi socioassistenziali sia “delicatissima” coinvolgendo famiglie, popolazioni bisognose, fasce di età complicate, e la
situazione del comparto è stata acuita da fattori concomitanti propri degli ultimi anni: da un lato il
costante aumento delle richieste di auto e di prestazioni (figlie della crisi economica e sociale) e
dall’altro il costante taglio dei trasferimenti da parte di Stato e Regioni.
Borghi ha definito “un intervento in tackle scivolato che fa cadere il settore nella confusione
normativa più assoluta” la disposizione inserita in legge di stabilità che, abolendo la non
applicazione della soppressione dei consorzi di funzione alle istituzioni socio-assistenziali,
educative e culturali, getta i Comuni e le Regioni nel caos. “E come nel gioco dell’oca, che ogni
tanto si riparte dal via -ha osservato l’on. Borghi- e ci sarebbe da chiedersi perchjè e chi ha infilato
in legge di stabilità questa norma di soppiatto. Ma in ogni caso per noi il punto chiave è un alto: e
cioè dare continuità al sistema. Serve molta cautela, perché qui in tal modo sono a rischio
l’interruzione di servizi essenziali e un aumento di costi (in quanto smontare e rimontare costa più
che trasformare”).
“Il Pd -ha concluso Borghi- ritiene che la riorganizzazione compiuta del settore debba avvenire in
modo organico attraverso il ddl Delrio in queste ore all’esame del Senato, e per questo la nostra
richiesta di mantenere l’attuale situazione non è in funzione del congelamento dello status quo, ma
per accompagnare il processo di riforma senza cesure, incertezze e interruzioni del servizio che
andrebbero certamente a scapito degli utenti e dei cittadini più deboli della nostra Repubblica”.
Di seguito la risposta integrale fornita in aula dal sottosegretario al lavoro, on. Teresa Bellanova,
con la quale il governo dichiara “la più ampia disponibilità a valutare soluzioni normative” alla
problematica segnalata.

“Interpellanza urgente n. 2-00436 On.li Borghi ed altri.
Seduta 21 marzo 2014, orario da definire – Camera dei deputati.
Passo ad illustrare l’interpellanza con cui l’On Borghi pone all’attenzione del Governo gli effetti
che le disposizioni introdotte dalla legge di stabilità per il 2014 hanno determinato sui consorzi
socio-assistenziali.
Come ricordato dall’On. Interpellante, la legge n. 328 del 2000 prevede, ai fini della gestione
unitaria del sistema locale dei servizi sociali, la costituzione di ambiti territoriali – di norma
coincidenti con i distretti sanitari già esistenti – centrati sull’esercizio associato tra i comuni delle
funzioni sociali. Tra gli strumenti per favorire il riordino del sistema integrato di interventi e servizi
sociali, la citata legge 328 aveva previsto la definizione dei “piani di zona”, adottati attraverso
accordi di programma tra i comuni associati, d’intesa con le aziende sanitarie locali e in coerenza
con i piani regionali.
La programmazione sociale e socio-sanitaria risulta dunque articolata a livello locale attraverso
associazioni interistituzionali previste dalla richiamata legge quadro del 2000. Peraltro, nel corso
degli anni questa articolazione territoriale si è progressivamente consolidata e rafforzata. Il decretolegge
n. 95 del 2012 (c.d. di spending review) nel prevedere l’obbligo per le regioni e gli enti locali
di sopprimere i consorzi di funzioni tra gli enti locali – introdotto per la prima volta dalla legge n.
191 del 2009 -, aveva tuttavia escluso da tale obbligo gli enti e le istituzioni che gestiscono i servizi
socio-assistenziali.
Successivamente, la legge di stabilità per il 2014 ha invece rimosso tale esclusione, con la
conseguenza che le misure di razionalizzazione introdotte per garantire il contenimento della spesa
pubblica trovano adesso applicazione anche con riferimento ai consorzi socio-assistenziali.
Evidentemente l’intervento operato dalla legge n. 147 del 2013 non ha certamente la finalità di
mettere in discussione il sistema integrato di interventi e servizi sociali delineato ed introdotto dalla
legge quadro sull’assistenza n. 328 del 2000.
E tuttavia occorrerà individuare, in particolare a livello territoriale, le modalità più idonee a
garantire, sulla base della legislazione vigente, l’esercizio delle funzioni socio-assistenziali
individuando, a tal fine, nuovi strumenti e modelli organizzativi coerenti con i principi indicati dalla
legge n. 328 del 2000 e nel rispetto degli attuali vincoli di finanza pubblica.
Nel prendere atto delle determinazioni assunte dal Parlamento con la recente approvazione delle
disposizioni innanzi richiamate, vorrei tuttavia confermare la più ampia disponibilità del Ministero
che rappresento a valutare soluzioni normative che – nella direzione auspicata dall’On.le
interpellante – consentano di garantire nuovamente “l’esistenza” dei consorzi socio-assistenziali. In
tal senso, occorrerà verificare se le misure di contenimento adottate abbiano finora prodotto
riduzioni di spesa per valutare eventuali soluzioni alternative ai risparmi già conseguiti.”

ACCOLTE LE RICHIESTE DEL PD: SOSPESO L’AUMENTO DELLE RETTE PER I MALATI DI ALZHEIMER.

In Commissione regionale sanità, il gruppo PD ha ottenuto un importante risultato con la sospensione dell’aumento delle rette per i malati di Alzheimer.
Siamo stati i primi a denunciare ad agosto il blitz rappresentato dalla delibera della Giunta regionale che prevedeva dal 1 ottobre una diminuzione della quota sanitaria e un incremento della quota sociale (pagata dalle famiglie o dai Comuni) per i malati di Alzheimer. Un aumento medio di 450 euro per chi utilizza i centri diurni e di ben oltre 600 euro per chi è nelle strutture residenziali.
La prima risposta dell’assessore Cavallera era stata esclusivamente burocratica. Questa mattina in Commissione, dopo che avevamo depositato una richieste di convocazione straordinaria di un Consiglio regionale aperto sul tema, abbiamo chiesto la sospensione della delibera. Lo abbiamo fatto con la stessa convinzione con cui abbiamo affrontato il tema in queste settimane, come una battaglia di civiltà e per evitare condizioni di abbandono per queste persone.
La nostra richiesta è stata finalmente accolta dall’assessore Cavallera che si è impegnato ad assumere una delibera di Giunta che sospende l’efficacia del provvedimento fino al 31 dicembre 2013, al fine di ridefinire un nuovo piano tariffario per i malati di Alzheimer e l’incidenza della quota sanitaria e di quella sociale.
Per noi questo è un importante risultato, da intendersi non come semplice rinvio del problema, ma come la condizione per un nuovo piano tariffario che eviti una forte ingiustizia sociale.

UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

LA GIUNTA RITIRA LA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE SULLE POLITICHE SOCIALI.

L’assessore regionale Ugo Cavallera ha annunciato oggi in Commissione bilancio il ritiro dell’articolo 32 del collegato alla finanziaria che modificava in parti importanti la legge regionale 1/2004 sulle politiche sociali.
Il ritiro dell’articolo è una delle richieste imprescindibili che avevamo fatto in sede di esame del provvedimento. L’art. 32, attraverso alcune modifiche della legge in vigore, tendeva a dare mano libera alla Giunta sia sulla quantità del contributo da destinare alle politiche sociali, sia sui servizi da finanziare.
Una proposta per noi inaccettabile perché si proponeva di ridurre l’intervento regionale nel settore, chiudendo con una lunga tradizione di attenzione ai servizi sociali e ai bisogni dei più deboli.
E’ la quarta volta in questa legislatura che la Giunta Cota tenta di modificare la legge. Per la quarta volta è stata sconfitta dall’opposizione del PD e dalle critiche che sono venute dalla comunità piemontese, in particolare dagli enti locali e dai sindacati

Manifestazione a Domodossola contro i tagli ai servizi sociali

Il COMITATO ART. 38 formatosi nelle scorse settimane nel VCO, invita tutti a partecipare alla Manifestazione che si terrà a Domodossola sabato 21 Aprile. La partenza è prevista per le 10.30 da P.za Stazione.
Se avete la maglietta “NO AI TAGLI ANZIANI DISABILI MINORI” indossatela, altrimenti andrà bene una qualsiasi t-shirt bianca …. Sono invitati a partecipare tutti coloro che sostengono il Comitato – operatori del sociale,cittadini, famiglie, associazioni e partiti.
Evento facebook cliccando qui

Tagli ai servizi sociali: consiglio comunale aperto a Gravellona Toce

Si è tenuto un Consiglio Comunale aperto a Gravellona Toce  per discutere degli enormi problemi che i tagli stabiliti dalla giunta Cota nel settore dei servizi sociali stanno determinando.
Grande partecipazione di pubblico e grande partecipazione di persone direttamente coinvolte nel settore che sono intervenute mettendo in evidenza la gravità della situazione. Per primi i Commissari dei 3 CISS, Cusio, Verbano e Ossola, hanno sottolineato che la situazione attuale in cui si sommano le crescenti situazione di bisogno, determinate dalla crisi, ai continui tagli che da anni si abbattono sui bilanci dei Consorzi stessi sta determinando una situazione insostenibile la cui diretta conseguenza potrebbe essere la perdita di personale e di conseguenza il taglio di molti servizi.
Gli interventi successivi hanno ribadito la gravità della situazione mettendo in evidenza oltre ad una grande competenza in materia anche un grandissimo coinvolgimento personale ed emotivo che ha reso ancor meglio l’idea di cosa ci sia realmente dietro alla freddezza dell’elencazione numerica dei milioni tagliati e degli stravolgimenti organizzativi. Alcuni interventi hanno fatto emergere anche un’altra riflessione che suscita una grande preoccupazione: cosa c’è realmente dietro a questi continui tagli a tutti i livelli sul tema del welfare? Si tratta davvero della dolorosa necessità di risparmiare risorse che a volte, anche in buona fede, sbaglia mira e se può si corregge oppure c’è qualcuno che approfittando della crisi economica vuole consapevolmente smantellare uno stato sociale, faticosamente costruito nel tempo a tutela di tutti, per sviluppare il mercato del welfare privato dove chi può pagare può godere di servizi eccellenti e chi non può pagare vada a farsi benedire? Non per nulla è nato il Comitato Articolo 38; è nato per ricordare una cosa che dovrebbe essere ovvia e scontata ma che forse è ora di ricordare con forza:

COSTITUZIONE ITALIANA – Articolo 38
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.

Le notizie fresche dalla Regione sembrano indicare la volontà politica di ridurre l’entità dei tagli previsti, anche se rimarrebbero ancora intorno al 20% che è comunque una quota insopportabile; per cercare di sopperire evitando di smantellare i servizi la conferenza dei sindaci del nostro CISS ha proposto di aumentare il contributo di ciascun comune di altri 2 euro per abitante, ottenendo il voto favorevole di tutti i comuni tranne Gravellona che si è astenuta.
La motivazione addotta dal Sindaco ieri sera dobbiamo ammettere che non ci ha molto convinti ma accogliamo favorevolmente l’affermata convinzione a volersi adeguare alla decisione assunta dalla maggioranza dei sindaci mettendo a disposizione il contributo necessario. Tra poco il nostro Comune dovrà prendere importanti decisioni sull’impostazione del bilancio preventivo 2012 e ci sono nuvole nere all’orizzonte. Mancano ancora molti dati per poter fare un buon bilancio di previsione, in particolare non si conoscono ancora quali saranno gli importi dei trasferimenti statali per cui sarà il caso di iniziare a ragionare sui dati consuntivi degli anni appena trascorsi, tanto per vedere se si può evitare di ripetere qualche errore. Noi cercheremo di essere seri e responsabili, come sempre, ma se la memoria di qualcuno della maggioranza darà segni di eccessive amnesie dovremo sforzarci di ricordare tutto.

Postato da gipg su Gravellona sveglia