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Senza paura verso il congresso

Alla vigilia dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico vorrei, in quanto parte del gruppo dirigente del partito condividere alcune riflessioni.
Dalla sconfitta alle primarie moltissimo è cambiato, ma una cosa resta immutata: il Pd si prepara ad un importante appuntamento e ancora una volta non ha deciso con quali tempistiche e con che metodo.
Da quanto apprendo leggendo svariati articoli il gruppo dirigente uscente vorrebbe anticipare i congressi provinciali e di circolo, anche se il nostro mandato termina il prossimo anno, e limitare la platea degli elettori ai soli iscritti, anzi la proposta iniziale avrebbe previsto che anche il segretario regionale fosse eletto dai soli iscritti.
Per la verità, questo dibattito è presente fin dagli inizi della vita del Pd perché se è vero che gli ultimi segretari di circolo sono stati eletti dai soli iscritti, è altrettanto vero che i primi segretari furono eletti con primarie aperte.
Non sarei segretario se non credessi nel valore degli iscritti e capisco che se si vuole far partecipare maggiormente le persone, è necessario dare loro qualche potere in più. Tuttavia mi domando se anche oggi vale questo principio, visto che i dati del tesseramento sono molto negativi rispetto a quelli del 2012 e ancora più negativi rispetto a quelli dei primi anni, nonostante la segreteria Bersani avesse puntato molto sull’idea di un partito strutturato o forse per colpa di questo.
Sì, perché quell’idea di partito è propria di chi ha militato nei partiti precedenti, ma poco o per nulla appartiene ai nuovi democratici. Quello che mi permetto di porre all’attenzione dei membri dell’assemblea nazionale è se in questo momento storico un partito che vuole essere federale, rappresentare i territori, essere presente in tutti i comuni, deve limitare la partecipazione della scelta dei gruppi dirigenti locali ai soli iscritti, sempre meno e sempre meno rappresentativi.
Capisco che si arriverà ad una mediazione, ma sono convinta che ogni volta che il Pd si chiude in se stesso, e lo fa sempre quando si trova davanti ad un potenziale cambiamento le cui incognite non consento di prefigurare uno scenario preciso, allontana potenziali elettori. Basta essere intimoriti, impauriti, preoccupati, è necessario affrontare il cambiamento.
Per questo mi sento di poter sostenere una proposta che azzeri tutti i livelli dirigenti del partito democratico e che con pari regole e metodi, scelga il segretario nazionale ed il coordinatore del più piccolo circolo del partito con primarie aperte.
Così facendo saremo costretti a puntare sulle proposte e non solo sulle alleanze interne e sulle persone. Alla fine di una giornata di votazioni il Pd si ritroverà con una più definita linea politica e con dirigenti radicati sui territori e potrà continuare nella costruzione di quel progetto politico che tanto entusiasmo la sinistra nel 2009.

Antonella Trapani, segretario provinciale PD VCO

Stop ai ricatti del Pdl

Non so se quello che penso interpreta o meno i sentimenti dei tanti elettori del Partito Democratico di questa provincia, ma quello che sta accadendo in queste ore a Roma sta mettendo a dura prova molti di noi.
Leggere le dichiarazioni della Santaché la quale  afferma che: “Se dovesse arrivare un ‘no’ sulla richiesta di moratoria dei lavori parlamentari capiremo che non c’è un governo di coalizione. Far cadere un governo non è un’azione politica, è una conseguenza di un’azione politica” dicono chiaramente che il Partito Democratico è sotto ricatto. La reazione del Pdl alla  convocazione della Cassazione per emettere la sentenza definitiva sul caso Mediaset fa emergere, a mio giudizio, come per loro questo governo sia solo lo strumento per cercare un salvacondotto per Silvio Berlusconi e per fare propaganda in vista di una prossima tornata elettorale, caricando tutte le colpe sul  Pd. Tra l’altro, è stupefacente sentire gli avvocati di Berlusconi lamentarsi per la celerità della convocazione dell’udienza della Cassazione.  Ci si lamenta sempre della lentezza del nostro sistema giudiziario, poi si scopre che invece sulle lentezze di questo si costruiscono i processi e le strategie difensive. Se è comprensibile, come ha dichiarato Epifani venerdì a Torino, lo stato di necessità che ci ha condotti a questa strana alleanza, è sempre più insopportabile subire quotidianamente i ricatti da parte di chi ha portato il paese nelle condizioni in cui siamo. A tutto c’è un limite. Anche la crisi più nera non può far venir meno i valori fondanti della nostra democrazia.
Mi auguro che i parlamentari del PD sappiano rispondere a tono alle continue provocazioni della destra e che comprendano che non si ci si può umiliare per senso di responsabilità perché fuori dal Palazzo c’è un paese che chiede soluzioni concrete ai problemi e non soluzioni per i problemi giudiziari di singoli individui.

Antonella Trapani
segretario Pd Vco

Partecipate pubbliche. Necessaria una profonda revisione. C’è bisogno di un tavolo provinciale.

3127 sono i cosiddetti “enti strumentali”, ovvero società, consorzi e centri studi in mano a regioni, province e comuni cui uno studio dell’UPI, risalente al luglio 2012, attribuisce un peso sulle casse pubbliche di 7 miliardi di euro.
Più interessante risulta essere l’analisi del numero delle partecipate dai Comuni, per il Piemonte: sono 576, una ogni 7 mila abitanti.
Ai comuni piemontesi secondo il CONSOC sono costate, complessivamente, 932,6 milioni di euro, hanno avuto bisogno di aumenti di capitale (ricapitalizzazioni) per 49,2 milioni di euro e di coperture per disavanzi per 1,89 milioni di euro, hanno distribuito dividendi per 37,7 milioni di euro. Sono questi i dati di sintesi per il Piemonte che emergono dallo “Studio sulle partecipate dei comuni italiani”, redatto dal Dipartimento della Funzione pubblica e riferito alla chiusura di esercizio dei comuni al 31 dicembre 2011. Per lucrare i 37,7 milioni di euro di dividendi, si sono sborsati “cash” 51,1 milioni per aumenti di capitale e copertura dei disavanzi. Il risultato economico dell’operazione non è esaltante.
Entrando nel merito verifichiamo, diversamente da quanto sarebbe dovuto avvenire, che si tratta a volte di duplicati di assessorati che esternalizzano funzioni interne, in altri casi sono enti di dubbia utilità o che l’utilità l’hanno persa con le modificate condizioni economiche e di sviluppo.
Ciò naturalmente ha consentito (e consente) di dare corso a forme clientelari da tanti punti di vista: nomine negli organi delle partecipate, assunzioni non permesse all’ente, acquisti senza applicazione di procedure competitive.
Basta scorrere la composizione dei consigli di amministrazione e “scopriamo” che pullulano di amici di e/o familiari di.
Ma la riflessione che dobbiamo fare oggi sta, anche, in altro. Se andiamo a leggere la lista delle partecipate di comuni, province e regioni ci accorgiamo della loro eterogeneità. Abbiamo società che gestiscono parcheggi, istituti che si occupano di lavoro quando già sono presenti gli assessorati competenti, e poi tante e tante immobiliari. Di queste ultime fanno parte per la nostra realtà Saia spa con la sua controllata Cesa, ed un ramo di Tecnoparco. La madre di queste società si chiama Finpiemonte società a partecipazione pubblica regionale che a sua volta controlla 35 società!
Restando nella nostra provincia oltre alla già citata SAIA spa – Società Aree Industriali e Artigiane – di cui la provincia detiene il 2,76% abbiamo Centro Servizi Lapideo del Verbano Cusio Ossola spa – quota 38,54%, Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli d’Ossola scrl – quota 5,83%, Terme Premia srl – quota 4,97%, G.A.L. – Gruppo Azione Locale Laghi e Monti del V.C.O – quota 13,61%. Da questa prima immagine verifichiamo la partecipazione in due enti che promuovano lo sviluppo e l’azione turistica.
A queste dobbiamo aggiungere i consorzi EcoMuseo del Lago d’Orta e Mottarone, Amici dei Navigli – Istituto per i Navigli, Enoteca Regionale della Serra, ARS.UNI.VCO – Associazione per lo sviluppo della cultura, degli studi universitari e della ricerca nel Verbano Cusio Ossola, Società dei Verbanisti – Sodalizio per la storia, l’arte e la cultura del Lago Maggiore, Associazione Locarno – Milano – Venezia, Orchestra Sinfonica Giovanile del Verbano Cusio Ossola, Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore, Associazione Casa della Resistenza.
Non dimentichiamoci inoltre le società che gestiscono il bene acqua che pur, con una forte razionalizzazione avvenuta in questi anni, contano sul territorio vari soggetti pubblici di gestione (Acque Nord, Acque Novara/Vco, Idra Blu, Comuni Riuniti ecc).
Considerato il dato iniziale non finirà che per che per mantenere galassie (spesso improduttive) di partecipate gli amministratori mandino in rosso i bilanci comunali? Le difficoltà di alcune società sono rese pubbliche, esempio recente Cesa spa e ConserVco, per altre sapremo man mano che i conti non saranno più risanabili.
Il DL 78/2010, L. 122/2010 e la legge sulla revisione della spesa pubblica (DL 95/2012, L. 135/2012) cercano di dare un taglio alle partecipazioni imponendo un limite di partecipazioni per numero di abitanti e di sciogliere le società strumentali che erogano più del 90% della loro attività all’ente locale, o di metterne in vendita le partecipazioni.
A breve inizieranno i cambi di molti consigli di amministrazione ed è giunto il momento di compiere scelte che siano portatrici di un indirizzo societario forte, fin anche la liberalizzazione delle società. Non si tratta di difendere o accusare la gestione pubblica ma di ridisegnare la sua partecipazione.
Dal centro destra che “governa” indirettamente attraverso provincia, regione, comune di Verbania non sembra però arrivare una disponibilità al dialogo. Ciò è apparso evidente nell’ultima assemblea dei soci di VCO trasporti dove il comune di Verbania (socio di maggioranza), si è rifiutato di rinviare la nomina del nuovo cda, come proposto da alcuni comuni (anche di centro sinistra) soci dello stesso ente
Crediamo necessario e urgente la costituzione di tavolo tecnico/politico provinciale (di cui facciano parte anche i privati presenti in queste società) che faccia il punto complessivo della situazione e che cerchi di capire quali società siano davvero utili ed economicamente difendibili e quali invece rispetto alla loro “mission” inziale possano essere chiuse.

E’ questa l’ora per farlo.

Segreteria PD VCO

 

La reazione degli iscritti al voto per il Quirinale

Pubblichiamo alcune delle mail arrivate in queste ore (anche dopo la lettera inviata venerdì pomeriggio della segreteria Antonella Trapani clicca qui). Non abbiamo messo i nomi e cognomi per motivi di consenso alla privacy.

– Non saprei esprimere meglio il mio pensiero. Ho meditato ultimamente, anche in seguito agli sviluppi assurdi delle consultazioni per il presidente del consiglio prima e della Repubblica poi, di non interessarmi più della politica e pensare ai fatti miei, tanto sembra non serva a nulla nemmeno in questo partito. Tutti gli amici della nostra idea con cui ho parlato oggi mi hanno espresso più o meno gli stessi concetti. Sembra che solo gli addetti ai lavori nei livelli superiori non capiscano davvero cosa bolle in pentola nella testa dei cittadini. Sono sgomento e…. incazzato.

– Condivido pienamente le tue affermazioni. Appartengo a una famiglia comunista che ha subito le vessazioni fasciste. Avevo 6 anni quando, nel 1943, fui portato e rinchiuso con la mia famiglia, per due giorni, in una stanza di sicurezza della caserma Simonetta di Intra. Ho votato PC dagli anni 50, per arrivare ai giorni nostri con il PD pur non avendo condiviso la fusione con la Margherita.
Dopo quanto è accaduto ieri sera, ho subito una pesantissima delusione e ho maturato la decisione di non votare più il PD.
Mi è rimasta una speranza che mi auguro non sia un’utopia. La mia speranza che venga proposto alle prossime votazioni dal PD una figura di alto profilo invisa da Berlusconi.

-Il nostro partito dovrebbe proporre di costringere gli elettori del presidente ,entro 2/ 3gg altrimenti non si esce.eliminare di 2 terzi le spese del quirinale, e non pagare i politici finchè non c’è un governo, vincerebbero le elezioni a grande maggioranza,ma sono tutti troppo ricchi e i ricchi se ne fregano del popolo. cordiali saluti, a furia di cincischiare perderemo tutti i voti che lo si faccia x regalare all’orrido gangster,l’italia intera ? so che paga bene. cordiali saluti

-Condivido totalmente quanto ha scrtto Antonella,cambiamo subito pagina altrimenti non c’è più motivo di far parte di questo partito

– …ottima riflessione Antonella, personalmente ho sempre, e ripeto, sempre sostenuto Bersani, ma i fatti di questi giorni mi hanno deluso, non so se è tutta opera di Bersani, ma di una cosa sono certo, la politica in generale porta sempre alla stessa cosa…accordi sotto banco.

– Concordo con quanto scritto da Antonella .
Anche io, se il PD continua su questa linea, non mi iscriverò più al PD e non lo voterò più.
Ho creduto nel progetto di un rinnovamento della vita politica e sociale italiana, aderendo al PD fin dalla sua nascita .
Ho sostenuto Bersani in questi anni e mi sento più che smarrito: INDIGNATO !
Quello che Bersani sta facendo è veramente troppo : ma come si fa a fare ancora accordi con Berlusconi e con Monti ?
Se questo è il partito del cambiamento, MI VERGOGNO di avere esposto dal balcone di casa la bandiera PD !
Perché Bersani non vuole Rodotà: forse perché sgradito a Dalema ?
Siamo stufi di questi giochetti .
E forse stanno prevalendo le logiche del potere, che ha troppi cadaveri da nascondere negli armadi…
Antonella per favore: se una lettera in più può servire, fai pure girare anche questa mia protesta

– DOPO MARINI
MI AUGURO CHE BERSANI (VISTO CHE HA FATTO L’ACCORDO CON BERLUSCONI) SI DIMETTA.
E DIRE CHE L’HO VOTATO ALLE PRIMARIE.

– Finalmente qualche giovane come te e me hanno capito. Io dopo la sconfitta di renzi ho voluto comunque dare fiducia al pd ma per l’ultima volta. Spero che ora Bersani lo capisca si dimetta e si possa e soprattutto in nuovo pd possa prendere in mano il paese e voltare pagina. Basta baratti basta inciuci basta urla. Ma fatti. La gente non ce la fa più il paese non ce la fa più.

– Antonella condivido, brava. Suggerirei in indirizzo di mandarne una copia al ns. On. Enrico Borghi

– SONO ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO CON TE (anche se alle primarie ho votato Bersani)

– Mi spiace, ma se verrà confermato l’inciucio con Berlusconi (la causa principale del disastro in cui vive l’Italia) con l’elezione di Marini presidente perderete il mio voto. Il popolo che vi ha votato vuole Rodotà.
Così regalerete solo voti a Grillo.
Profondamente deluso.

– votate marini e non avrete mai piu il mio voto

– Cara Antonella o meglio cara segretaria visto che questa mia esternazione non è rivolta a te come persona ma alla linea politica della nostra federazione provinciale.
Hai indubbiamente molte ragioni sulla politica espressa da Bersani, che però, almeno fino a ieri, ha avuto il merito di essere stata l’unica in grado di garantire l’unità del partito e di garantirci da una scissione e dalle sue rovinose conseguenze.
Personalmente, e non credo di essere il solo, non apprezzo comunque affatto la politica espressa da Renzi, affermo anzi qui molto chiaramente che se sarà tale linea a prevalere la mia appartenenza a questo partito finirà. Il motivo è banalmente semplice. Renzi è un liberale, mentre io ho creduto e credo ancora in un possibile perfezionamento di una forma di governo che parta da presupposti socialisti. Mi va bene il compromesso con i cattolici, mi va bene il necessario adeguamento alla situazione internazionale e mi va bene il cammino verso la modernità, ma se questo significa l’appiattimento su politiche liberali che peggio ancora derivano dalle storiche degenerazioni di origine reganiana e taceriana, questo non è più il mio partito. Parto dal principio che la passione politica derivi dalla nascita di alcune idee e dal tentativo di convincere ed aggregare altre persone intorno a tali idee. Ciò che invece attualmente sta passando nel nostro partito, e il renzismo ne è la più evidente espressione, è il concetto che la cosa più importante sia vincere e che per raggiungere tale scopo, le idee possano essere abbandonate per abbracciare quelle che godono tra la gente di una più larga diffusione. Vorrei ricordare a te e a tutti che alla nascita del fascismo e del nazional socialismo quelle erano le idee più largamente diffuse tra i popoli interessati eppure si sono rivelate tragicamente distruttive. Questo risponde anche al metodo falsamente democratico che i grillini vorrebbero contrabbandare come democrazia diretta.
Un abbraccio con la speranza che gli sviluppi futuri possano vederci ancora sullo stesso fronte.

– consentitemi,
abbiamo inseguito il movimento cinque stelle per trovare un percorso veso il cambiamento
abbiamo continuamente dichiarato che il nostro futuro è di rottura con il passato conservatore e berlusconiano
abbiamo continuamente dichiarato che bisogna rivoltare i vecchi abiti della politica
e mi proponete MARINI!!!
alle prossime elezioni, saranno anche pochi, ma avremo certamente quattro voti in meno
Cordialmente,

– L’errore c’e’ stato ,
adesso cerchiamo di rimediare senza fomentare divisioni che farebbero solo il gioco del centrodestra,
ieri sera ho seguito Civati alla 7 mi sembra che abbia spiegato bene la situazione

– grazie per la sua risposta aspettiamo e vediamo speriamo nel rinnovamento nel partito non possiamo buttare via tutta la nostra storia e consegnare il paese a berlusconi

–  Completamente d’accordo con le parole del segretario provinciale.

– Posso solo risponderVi che non avete dimostrato un contegno etico con gli elettori, e ricordarVi che in politica conta quello che appare, anche se poi le intenzioni potrebbero dare una giustificazione. D’ora in poi sto con Rodotà, ci siamo capiti?Grazie comunque per i messaggi tardivi.

–  e brava Antonella, è esattamente il mio pensiero, speriamo, ma siamo disperati…..

– Grazie Antonella, esprimi perfettamente il mio pensiero quindi sei perfettamente il mio segretario! sono annichilito dal risultato della elezione definitiva e se seguirò qualcuno saranno e sono solo persone di alto spessore come te, grazie ancora 

– A COSA SERVONO
Ieri dopo l’ultima votazione

A Bersani sono scese alcune lacrime
Anch’io sarei tentato dal pianto
Se penso a tutto il tempo perso
Nel tentare insieme ad altri di dare un volto
Di costruire una proposta capace di solidarietà e dialogo
Attraverso manifestazioni e dibattiti, incontri e riunioni
Un tempo tolto ad altro che ora appare perso
Anch’io sarei tentato dal pianto
Nel vedere un gruppo di eletti
Incaricati di portare sincerità e coraggio
Trasformarsi in franchi traditori
Traditori di una visione di società che si fonda sul rispetto,
sulla condivisione e sulla capacità di confronto
Un gruppo dirigente incomprensibile e arrogante
Tutti, eletti e dirigenti
Capaci alla fine di applaudire alla loro incapacità di governare
Di proporre una visione di comunità
Di sostenere progetti e motivare azioni
Mostrando invece con gesti superficiali, meschini e un poco vili
Di maltrattare le energie e le speranze di tutti

Anch’io sarei tentato dal pianto
Ma a cosa serve
A cosa serve se nel 96, 2008 e ieri
Si è sentita la stessa triste musica
Sopportato il riso beffardo dell’avversario
Veder in un lampo trasformarsi una vittoria in sconfitta

A cosa serve
Chiedere fiducia se non la si sa offrire
Chiedere ascolto se non si sa ascoltare
Cercare condivisione se ci si sa solo dividere
A cosa servono le lacrime..

–  Ottimo esito delle elezioni presidenziali.Ringraziate Bersani da parte nostra ed il suo gruppo dirigente, non hanno avuto la minima percezione della realtà che il paese sta vivendo. Riconsegnata l Italia alla destra con tutti gli onori. Siamo stati sempre solo capaci di perdere, o bisticciare !!!  È questo con tutto il rispetto per un grande presidente come Napolitano.

– Basta, ottomilioniemezzo di italiani sono il patrimonio del Partito Democratico, non certamente questo gruppo dirigente. Tutti a casa! Per il 25 aprile proponiamo iniziative in tutti i luoghi per riprendere in mano il “nostro” partito.

– Vi prego di non mandarmi più mail e di cancellarmi dagli iscritti. Governo di cambiamento mai col pdl….. Bel partito. 

– Con la presente vorrei esprimere le mie più vive congratulazioni a quanti del nostro circolo , e non solo , hanno scelto a suo tempo Bersani invece di Ignazio Marino. Ma se possibile mi congratulo ancora di più per avere di nuovo preferito Bersani a Renzi : bravissimi !
Mi ricordo un mio intervento ad una assemblea provinciale dopo la vittoria di Bersani su Marino : “ dio non esiste , perché se esistesse avrebbe fatto vincere Ignazio Marino ! “.
Al limite del ridicolo e del blasfemo confermo quanto detto allora.
Spero almeno che i fatti di questi giorni abbiano contribuito a chiarire a qualcuno le  idee , anche se ormai è troppo tardi.
D’ora in avanti nel partito dividiamoci tra inciucisti e non inciucisti , facciamo due gruppi e vediamo di non incontrarci mai.

– avrei voluto rispondere alla tua mail, ma sono troppo arrabbiato con tutto il partito – e dico proprio tutto il partito! – per cui meglio lasciare stare. L’unico da cui sento proposte serie rimane Pippo Civati.

– Trovo veramente molto triste quello che sta accadendo.

– Ho creduto, appoggiato, condiviso, le mie lacrime, di oggi e di ieri sera, le imputo all’incapacità, alla grettezza delle vecchie mummie che pur di non perdere il loro potere schiacciano i giovani, non permettendo loro di esprimersi e di non aiutarli a crescere e formarsi.
Non ho votato Renzi , e mi sono pentita subito dopo essere uscita dalla cabina.
Del resto lo specchio della nostra provincia, della nostra città rispecchia quello di tutto il paese.
Con molta amarezza, auguro buona riflessione a tutti.

– Ciao,
se non vi offendete mi permetto di dare del tu perchè è da 21 anni che voto PD / DS, e provengo da una famiglia dove votiamo tutti PD / DS, da sempre.
Le ultime elezioni ammetto che ho votato Bersani con estrema fatica e ad oggi il grado di delusione e sconcerto è veramente grande.
Qualcuno di voi è in grado di spiegarmi che cosa sta accadendo?
Quando sono state proposte le primarie, ero fiero di essere rappresentato da un partito che mostrava un volto nuovo, un progetto nuovo, che dimostrava di essere diverso da tutti gli altri, che fine ha fatto quello spirito? perchè la spinta riformatrice è stata fermata?
Perchè il partito ha paura di rinnovarsi, prendendo spunto da tutte le caratteristiche positive che lo hanno sempre caratterizzato e si sta rintanando nelle aule di Palazzo?
Perchè la dirigenza non ha imparato dalla lezione data dall’elezione di Pisapia a Milano, dove il candidato imposto dalla dirigenza è stato sconfitto alle primarie da una persona che ha catalizzato il favore della base?
Perchè, ancora oggi, una persona di un certo spessore come Stefano Rodotà, correggetemi se sbaglio, di area di centro sinistra non viene appoggiato dalla dirigenza?
Perchè la sua candidatura, che potrebbe portare ad una nuova fase politica è osteggiata?
Mi dispiace, ma ho il cuore pieno di rammarico perchè non mi sento piu’ rappresentato dal mio partito ae quello che mi addolora è la sensazione di aver buttato via ognuno dei 21 anni che ho trascorso difendendo le scelte che il centrosinistra ha fatto.
Chiunque tu sia che stai leggendo questa mia mail, ti ringrazio per avermi dedicato 5 minuti del tuo tempo.
Spero tu comprenda lo stato in cui ci troviamo noi della base o almeno di una parte di essa.
Ti ringrazio anticipatamente per ogni tuo feedback

 

Dal voto per il Quirinale la necessità, per il PD, di cambiare pagina

L’esito della prima chiama per l’elezione del Presidente della Repubblica ha reso palese un dissenso che da ieri sera, appena conosciuta l’indicazione data dal segretario Bersani ai gruppi parlamentari riuniti del centro sinistra, è emerso forte in tutta la base.

Sms, chiamate, mail, messaggi sui social networks hanno reso evidente che questa volta non solo si è data l’impressione di non capire il Paese, gli italiani, ma anche la propria base.
Sono proprio coloro che più convintamente hanno sostenuto Bersani in questi anni che si sono sentiti smarriti.
Nessuno dei candidati alle primarie di novembre, Renzi, Vendola, Puppato e Tabacci ha espresso gradimento per l’indicazione di votare Franco Marini e non l’hanno votato.
Non è una questione personale. Marini è una persona stimabile, ma che non rappresenta quelle istanze di rinnovamento emerse prepotentemente alle elezioni di febbraio. Inoltre è lo schema politico che ha partorito questo nome che non mi convince e credo che non convinca molti iscritti, elettori e cittadini vicini al PD.
Bersani ha parlato di governo di cambiamento ma, questo accordo con Berlusconi, ha dato la sensazione a molti che si trattasse di un baratto. Un nome che potesse dare garanzie a Berlusconi per i suoi noti fatti giudiziari, in cambio dell’avvio di un governo.
Se invece questo patto scellerato non c’è stato è, allo stesso modo, molto grave perché significa ancora una volta non essere stati in grado di spiegare alla propria base i motivi che ci hanno condotto fino a qui.
Non ho mai sostenuto Bersani nelle battaglie interne del PD di questi anni, né ho sempre preso le distanze perché non mi convinceva la sua linea politica; questo però non mi rincuora e non mi fa stare meglio perché ieri sera non solo ha perso Bersani e il centro sinistra, ma anche il Paese.
Per chi, come me, crede che con la militanza in un partito si possa cambiare il Paese, questa sconfitta segna fortemente anche il futuro del PD e dell’Italia.
In queste ore ho sentito molti affermare che non si iscriveranno o non voteranno più PD.
L’esito della “prima chiama” dimostra invece che il PD ha gli strumenti e le possibilità di cambiare, che le parlamentarie del 29 e 30 dicembre scorso hanno portato nuovi volti e nuove sensibilità nel nostro partito e che questo rimane l’unico strumento per fare politica in modo democratico, diretto e soprattutto in maniera vera nel rapporto con i nostri elettori e militanti.

Spero che tutto il gruppo dirigente sappia raccogliere da quest’ultima vicenda lo spunto per dare un vero segno di discontinuità.

Antonella Trapani
Segretario provinciale