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Il solito stile

Lunedì 10 Giugno 2013, primo consiglio comunale a Villadossola con Marzio Bartolucci Sindaco per il secondo mandato.
Dai banchi dell’opposizione F. Ravandoni, invece di prendere atto del voto dei Villadossolesi, ha inveito contro Carlo Squizzi e minacciato la neo assessore Jennifer Veronesi.
Niente di nuovo, è il suo stile, però qualcosa gli si deve ricordare.
Carlo Squizzi e’ uomo di altissima statura morale, apprezzato, stimato, amato, dall’intero paese e dalla comunità, e noi siamo onorati della sua rinnovata disponibilità a disposizione del comune di Villadossola, con rinuncia all’indennità di carica, così come nel quinquennio precedente.
La campagna elettorale di Carlo si è svolta con la sua consueta sensibilità e altruismo: “Non votate me”, diceva a chi lo interpellava, “votate i giovani, sono loro che vanno sostenuti”.
Ravandoni ha detto che ha perso perché i partiti che hanno proposto Bartolucci erano troppo forti, che (povero!), ha dovuto battersi contro troppe risorse.
La verità è che a suo sostegno si sono mossi “i soliti interessi ” di cui i Villadossolesi si sono stufati.
Il Partito Democratico di Villadossola ha appoggiato con forza organizzativa la lista civica ViviAmo Villa di Marzio Bartolucci. Lo ha fatto anche per impedire che “certa gente” tornasse a spadroneggiare.
I cittadini di Villadossola con il voto di maggio 2013 hanno definitivamente bocciato Ravandoni. Spiace per i giovani della sua lista, avrebbero meritato di più!
Il Partito Democratico, insieme alle altre forze a sostegno della lista civica ViviAmo Villa, avrebbe potuto fare una campagna elettorale aggressiva nei confronti del candidato Ravandoni.
Invece la campagna elettorale è stata impostata sul programma e sulla presentazione dei candidati: insomma una campagna PER e non CONTRO. Lo abbiamo fatto per dare un segnale di buona politica propositiva, e i Cittadini di Villadossola l’hanno capito.
Auguri a Bartolucci, alla sua nuova giunta e ai consiglieri di ViviAmo Villa. Vi sosterremo in tutti i modi!

Circolo PD di Villadossola

La giunta di Marzio Bartolucci

Fra riconferme e new entry ha preso volto la giunta comunale di Villadossola.
Ad una settimana dalle elezioni il sindaco Bartolucci rompe il silenzio e annuncia alla città i nomi degli assessori che lo affiancheranno nel secondo mandato amministrativo.
Ascoltate le istanze della squadra elettorale il primo cittadino si è preso il week end per riflettere. Oggi la conferenza stampa . La fotografia che ne esce è quella che le indiscrezioni aveva annunciato ad urne chiuse.
Riconfermati Marcello Perugini e Carlo Squizzi, new entry Fausto Piolanti e Jennifer Veronesi.
A Perugini (vice sindaco) vanno le deleghe in tema di cultura e istruzione oltre a commercio e sport. Squizzi – unico assessore esterno – ritorna alla testa del bilancio, ambiente e atc di Villadossola. Lavori pubblici, urbanistica, cimitero e verde sono andati a Piolanti mentre l’unica donna presente in giunta si occuperà di Politiche sociali, pari opportunità, famiglia e personale. La legge ha stabilito la riduzione da 6 a 4 del numero degli assessori ma il sindaco ha comunque deciso di avvalersi della collaborazione di 3 consiglieri delegati: Andrea Paganoni (case popolari), Alberto Lepri (ambiente), Elisa Romeggio (politiche giovanili).
Poi l’incarico più politico: quello del capogruppo che si tinge di rosa. A ricoprire l’incarico è stata chiamata Annamaria Gaudio. Colei che lo scorso marzo è stata il cuore pulsante della macchina organizzativa delle primarie cittadine e che hanno decretato la vittoria di Bartolucci su Paolo Riva.

articolo dal sito di VCO Azzurra TV

Il programma della festa nazionale dei Democratici a Villadossola

Pronto il programma della Festa nazionale dei Democratici sulla Montagna che, come ogni anno si terrà a Villadossola ad Agosto da venerdì 3 a giovedì 16 presso l’area feste della Lucciola.
Organizzata dai Circoli di Villadossola e Domodossola saranno quattordici giorni di festa all’insegna della politica, della cultura, della musica e ovviamente della buona cucina. Cliccando qui potete scaricare il programma
Una festa dai numeri “notevoli”.
Politica:
all’area Dibattiti otto incontri su questione mediorientale, rifiuti zero, rapporti tra Villadossola/Domodossola, resistenza, mafia, regione Piemonte e ovviamente montagna . Apertura ufficiale della festa con il segretario regionale Gian Franco Morgando venerdì 3 agosto alle 18.
Musica su tre palchi diversi con oltre quaranta eventi e concerti.
Alla Ca’ Rossa Balera tutte le sere grandi orchestre di liscio; al Pd Winerock bar alle 18 cocktail-lounge e dalle 22 divertente “piano bar” di molti artisti tra cui il “mitico” Vittorio Bonetti; al Palco Spettacoli per i giovani ritorna la seconda edizione di “Lucciola Rock” con concerti a cura dell’associazione Perchè No? e altri numerosi appuntamenti.
Buona cucina con sei punti ristoro il ristorante self-service (ogni sera un menù regionale diverso), la pizzeria, il pesce fritto, la griglia, la paninoteca/kebab, la Toppia e la Birreria.
Due giornate dedicate all’Associazionismo sui temi dei diritti e della solidarietà e dei pensionati.
Sport con la giornata a cura dell’UISP e poi sei appuntamenti sportivi tra cui la gara ciclistica dedicata ad Armando Bertolacci, esibizione di società sportive, scacchi, torneo di beach volley.
Cultura con lo spazio Libreria: presentazione di tre libri.
I giochi con il grandioso banco di sottoscrizione a premi.
Volontari: circa 100 ogni sera che gratuitamente danno il loro contributo per la riuscita della festa.

Rafforzare l’Ossola vuol dire rafforzare il VCO

Ho partecipato alla riunione indetta dalla Comunità montana dal titolo “Una valle per 38 campanili”, ma ho trovato meno partecipazione rispetto a quello che mi aspettavo.
Questo fatto non deve però farci pensare che l’argomento sia trascurabile o poco sentito dalla “società civile”. Tutt’altro! Sono certo che gli ossolani si aspettano qualcosa da NOI, “classe dirigente” di questa landa quasi desolata: scelte coraggiose, scelte capaci di dare al nostro territorio una nuova prospettiva, una speranza per il futuro.
La “società civile” ha capito una cosa fondamentale: dobbiamo essere noi stessi, noi Ossolani, artefici del nostro futuro. Da soli dobbiamo essere in grado di trovare una vocazione territoriale che ci ridia speranza. Nessuno ci regalerà nulla ed è chiaro a tutti ormai che quello di cui abbiamo necessità dobbiamo conquistarlo da soli.
Non è questione di essere CONTRO qualcuno, ma di smettere di farci del male tra noi e di essere consapevoli che rafforzando l’Ossola rafforzeremmo tutto il VCO.
Già, il VCO… In molti abbiamo creduto anni fa’ che l’ambito ottimale per rivendicare la specificità montana, unica in Piemonte, del nostro territorio fosse proprio la Provincia del VCO. Non voglio  entrare nel merito delle motivazioni, ma una cosa è certa: il tentativo di rafforzare il VCO con l’ottenimento dell’autonomia purtroppo è fallito. Il tempo è scaduto.
Piaccia oppure no, le province come oggi le conosciamo hanno il destino segnato e ci troviamo alle prese con una riorganizzazione istituzionale che rischia di vederci scomparire politicamente, con la concreta possibilità che l’Ossola e le sue genti contino in futuro ancora meno di quanto abbiano contato fino ad oggi. Pure le comunità montane hanno i giorni contati; additate dai più come il vero centro di spreco e vergogna nazionale, nonostante lo sforzo di auto-riforma compiuto in tutto il Piemonte durante la scorsa legislatura regionale (per quanto ci riguarda, lo ricordo, ha significato lo scioglimento di 5 enti in uno solo), nonostante l’azzeramento delle indennità di carica agli amministratori, la volontà nazional-regionale è chiara nell’indicare che si chiudano prima possibile.
I Comuni, vessati negli ultimi anni da tagli insopportabili – tagli che hanno visto trattare alla stessa stregua i comuni più virtuosi e quelli più spreconi – hanno l’acqua alla gola e sono in seria difficoltà nell’erogare i servizi fondamentali, con gli amministratori che per mancanza di fondi e/o per rispettare improbabili patti di stabilità sono ridotti ad avere ben poca possibilità di incidere nelle scelte sugli investimenti.
La normativa uscita dalle leggi finanziarie dello scorso anno, ma anche la carta delle autonomie ancora in discussione, indica ai comuni una strada chiara: unioni dei comuni per l’ottimizzazione dei costi nell’erogazione dei servizi. Ai comuni viene lasciata la scelta su come e con chi formare queste unioni, ma con un ostacolo ben preciso: ogni comune può partecipare ad una sola unione.
In Ossola gli unici due comuni che non dovranno sottostare all’obbligo normativo di aggregarsi in  unioni sono Domodossola e Villadossola, in quanto comuni al di sopra dei 5000 abitanti.
Le prospettive a questo punto sono due:
Primo scenario – Domo e Villa possono continuare tranquillamente la loro vita amministrativa restando alla finestra. In questo caso con tutta probabilità i comuni delle valli si aggregheranno su ambiti coincidenti con le vecchie comunità montane; si creeranno così 5 o 6 unioni di valle che nel rispetto della normativa erogheranno i servizi. Queste unioni si potranno convenzionare tra loro per l’erogazione di servizi per i quali servono ambiti di maggiori dimensioni, come ad esempio per i servizi sociali.
Secondo scenario – Domo e Villa si rendono disponibili ad entrare in un unione dei comuni che abbia come ambito l’intero territorio ossolano. I servizi sociali verrebbero gestiti attraverso questo ente (con un ambito coincidente con quello dell’attuale consorzio CISS, che funziona egregiamente) e si creerebbe un’agenzia di sviluppo e promozione del territorio  ossolano in grado di rappresentare con un unica voce le nostre istanze.
I servizi fondamentali che devono essere erogati su ambiti di minore dimensione vedrebbero i comuni convenzionarsi tra di loro a seconda del servizio da erogare, ma all’interno della medesima unione. Sono due scenari solo apparentemente simili: nel primo vi sarebbe un sostanziale arretramento istituzionale ad una condizione già sperimentata (5 comunità montane) e che ha prodotto apprezzabili risultati fin tanto che c’erano risorse; già, risorse… quelle che oggi non ci sono più.
Soltanto le vallate economicamente più fortunate ne trarrebbero qualche illusorio vantaggio, continuando a gestire in proprio ristorni frontalieri ed entrate proprie diverse. Vantaggio illusorio però, perché la chiusura su se stesse produrrebbe nel medio e lungo periodo risultati disastrosi. Un atteggiamento che definiremo, per puro esercizio, da peste bubbonica: io non ce l’ho, quindi mi chiudo in casa, aspetto che passi e quando sarà finita uscirò a vedere chi è sopravvissuto.
Il secondo scenario prevede invece molta lungimiranza: mettendo insieme le forze saremmo in grado di aiutare anche quelle parti di territorio oggi più in difficoltà, ed in prospettiva portare vantaggi concreti a tutto il territorio. Soltanto la coesione dell’Ossola ci consentirebbe infatti di avere la forza ed il peso politico necessari ad affrontare le sfide del prossimo futuro: nelle relazioni istituzionali con la Regione e/o con il futuro assetto provinciale, nel tentativo di mantenere sul territorio i proventi derivanti dalla produzione di energia da idroelettrico, nelle battaglie per la conservazione dei servizi – ospedale, trasporti, tribunale, ecc…
Ripiegata su se stessa ogni valle cercherebbe di sopravvivere come può, andando a ricercare risorse dove possibile, con la debolezza di essere rappresentativa di un numero esiguo di persone distribuite su un territorio vastissimo. Le Valli dell’Ossola UNITE avrebbero la forza di mettere a valore due delle maggiori risorse delle quali dispongono: l’acqua e l’ambiente.
Da un lato saremmo più forti nel portare avanti una politica di sfruttamento delle risorse idriche sulle medie e grandi derivazioni che imponga uno stretto legame tra concessioni allo sfruttamento e permanenza sul territorio (o nuovi insediamenti) delle attività produttive. Villadossola di tutto questo ne sa qualcosa, perché quando si permise al Gruppo Leali, acquirente della Sisma, di vendere nel 1993 al gruppo Beltrame le centrali della Val d’Isorno destinate alla produzione di energia idroelettrica a supporto dello stabilimento di Villadossola, si gettarono le basi per la situazione che oggi ci troviamo a gestire: la chiusura dello stabilimento.
Dall’altro lato con adeguate politiche di sviluppo e promozione e con le risorse derivanti dallo sfruttamento PUBBLICO delle risorse idriche su piccole e medie derivazioni e in generale su quelle non legate ad attività produttive (concorrendo attraverso la società pubblica Superossola Srl ai bandi per i rinnovi delle concessioni in scadenza), saremmo in grado di proporre un’offerta turistica che non avrà nulla da invidiare alle mete oggi maggiormente conosciute sull’arco alpino, in un mercato che a livello mondiale sta soffrendo la crisi in misura minore rispetto ad altri settori.
In confronto al Trentino o alla vicina Valle D’Aosta ci muoveremmo con 30 anni di ritardo, questo è vero. Ma è vero anche che il mercato del turismo è in continua evoluzione ed alla continua ricerca di nuove mete, di nuovi territori da scoprire, di nuove offerte da mettere a disposizione sul mercato globale del turismo. Avremmo la possibilità di trarre spunto dalle esperienze consolidate sugli altri territori montani, prendendo il meglio delle esperienze anche in termini di preservazione dell’ambiente e rendere produttive quelle che oggi sono tali solo sulla carta: le nostre vallate, le nostre montagne.
Questo territorio è vissuto fino ieri principalmente con l’economia generata dall’occupazione nell’industria o nel settore pubblico (Enel, ASL, enti vari). Oggi delle poche industrie rimaste attive alcune hanno i dipendenti in cassa integrazione, l’Enel ha automatizzato gli impianti con una drastica riduzione degli occupati, comuni e Asl non possono più assumere, l’ospedale ce lo stanno smontando pezzo per pezzo, il tribunale se lo stanno portando via e molti altri servizi se ne sono già andati da un po’.
La nostra è la Provincia con la popolazione residente più anziana di tutta la Regione; tra 10, 15 o 20 anni (più tardi possibile!) fisiologicamente se ne sarà andata la maggior parte di coloro che oggi sono in pensione e che stanno sostenendo con il loro reddito anche i ragazzi più giovani: se per allora non avremo trovato una nuova vocazione per il nostro amato territorio, non ci resterà altra scelta che emigrare tutti quanti.
Turismo su vasta scala e valorizzazione dell’ambiente, migliore sfruttamento delle risorse idriche, rivalutazione dello scalo internazionale, sostegno concreto all’industria e politiche adeguate a favorire nuovi insediamenti produttivi, monetizzazione della nostra posizione geografica strategica.
Su questi punti si gioca il nostro futuro. Villadossola tutto questo l’ha capito, e ha capito che nemmeno per Lei, da sola, ci sono grandi prospettive.
Per tale motivo in questo percorso Villadossola ha deciso la sua strada: solo apparentemente quella più impervia, in realtà l’unica che ci può condurre tutti insieme nel nostro futuro: con l’Ossola, nel VCO, dentro al Piemonte, nel sistema Italia, in Europa.

Intervento del sindaco di Villadossola Marzio Bartolucci

Marzio Bartolucci

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Complimenti a Perugini che rinuncia all’incarico provinciale

La recente nomina di Francesco Pesce ad assessore nella rinnovata giunta Omegnese (in bocca al lupo!) e la sua conseguente rinuncia all’incarico di consigliere provinciale ha determinato la nomina di Marcello Perugini  presso il consiglio provinciale in quanto primo escluso della lista PD nelle elezioni del 2009.
Tuttavia Perugini, essendo già assessore e vice-sindaco nella giunta comunale di Villadossola, ha deciso di rinunciare all’incarico provinciale (peraltro compatibile dal punto di vista istituzionale) preferendo dedicarsi completamente alla causa Villadossolese, evitando quindi di ricoprire più incarichi contemporaneamente.
In un momento di grande disaffezione verso la politica, caratterizzato troppo spesso da comportamenti egoistici e discutibili da parte dei vari politici di turno, ci piace sottolineare questo bel gesto dell’assessore Perugini, un gesto altruistico e coerente con lo statuto del PD.
Speriamo che comportamenti come il suo (e come quello dell’Assessore Pesce) possano servire da esempio nel nostro panorama politico, diventando in futuro la regola, non l’eccezione.

Partito Democratico, circolo di Villadossola